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Guerra di tweet di Elon Musk su Bitcoin e il prezzo crolla: effetto casuale o voluto?

© AFP 2021 / Britta PedersenElon Musk
Elon Musk - Sputnik Italia, 1920, 17.05.2021
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Durante il fine settimana, gli scambi di Elon Musk su Twitter riguardo al Bitcoin, hanno causato una pesante perdita del valore della criptovaluta che è scesa ampiamente sotto i 45.000 dollari, per attestarsi a poco più di 42mila. Lo stesso Musk avrebbe indirettamente dato adito a timori di un completo abbandono di Bitcoin da parte di Tesla.
La clamorosa inversione di tendenza del Bitcoin, che ricordiamo aveva avuto un forte impulso proprio grazie a Musk, allorché all’inizio dell’anno annunciò che Tesla aveva investito 1,5 miliardi di dollari e avrebbe accettato acquisti direttamente nella criptovaluta, è stata innescata prima di tutto dall’annuncio che l’azienda di auto elettriche ha deciso di compiere una repentina inversione a U.
L’azienda ha sospeso l'accettazione di Bitcoin per il pagamento delle proprie automobili.
Un annuncio sorprendente soprattutto per le motivazioni – Il Bitcoin comporterebbe costi ambientali associati alle transazioni della criptovaluta per via dell’energia elettrica che consuma. Qualcuno su Twitter, soprattutto tra coloro che avevano appena investito in Bitcoin probabilmente, ha voluto far notare al miliardario americano due cose – una che l’energia elettrica è quella stessa dei propulsori delle auto Tesla, l’altra è che se il Bitcoin inquina ora, avrebbe dovuto inquinare anche prima, al momento degli investimenti iniziali di Musk nella criptovaluta.
Da qui i sospetti espressi da alcuni su una possibile attività di ‘pump and dump’ giocata ai danni della criptovaluta per ottenerne un facile utile netto dalla vendita dopo l’acquisto. Altri sono arrivati ad accusarlo di aver messo in atto un piano per deviare investitori su Dogecoin, un progetto opensource a cui Musk starebbe lavorando con gli sviluppatori. Ma a tale proposito, Musk, invece di spegnere le polemiche, le ha infuocate rispondendo a uno degli accusatori che, sì, accuse di questo tipo, gli "farebbero proprio venire voglia di investire tutto su Dogecoin".
Ma il vero colpo di grazia, è stata la risposta, imprudente (o forse al contrario fin troppo calcolata), ad un tweet di un anonimo Crypto Whale, il quale aveva scritto: "I Bitcoiners si prenderanno a sberle il prossimo trimestre quando scopriranno che Tesla ha scaricato il resto delle proprie partecipazioni in Bitcoin. Con la quantità di odio che sta ricevendo Elon Musk, non lo biasimerei".
Invece di smorzare le polemiche Musk ha risposto "Infatti", lasciando intendere quindi che Tesla possa farlo davvero o che lo abbia già fatto.
​Poi quando gli hanno chiesto a chi avesse risposto dato che per molti l’utente Crypto Whale risultava inaccessibile, Musk ha postato uno screenshot della conversazione.
Dieci ore dopo, tuttavia, il miliardario tecnologico si è rivolto ancora una volta a Twitter per chiarire, in risposta a circostranziate accuse, che la sua azienda produttrice di auto elettriche non aveva venduto alcun Bitcoin.
​Coloro che, sulla grande onda del Bitcoin, avevano appena deciso di investire anche loro in questa criptovaluta, non sono molto entusiasti della condotta del miliardario americano, che, in pochi giorni e con pochi tweet, ha fatto perdere loro un 20% di capitale, dopo anni di soli utili per chi aveva investito prima. Per alcuni resta il mistero se Musk lo stia facendo apposta e tutto questo faccia parte di un preciso piano, oppure se uno degli uomini più ricchi del mondo sia anche uno dei più superficiali, per lo meno sui social.
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