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Appello a non fermare ReiThera: “Altrimenti l’Italia sarà sotto schiaffo di Big Pharma”

CC0 / Pixabay / Vaccinazione
Vaccinazione - Sputnik Italia, 1920, 17.05.2021
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A lanciarlo è Paolo Maggi, l’infettivologo che ha guidato a Caserta la fase due della sperimentazione del vaccino italiano, dopo lo stop arrivato nei giorni scorsi dalla Corte dei conti al finanziamento da parte di Invitalia.
In un’intervista rilasciata oggi a Repubblica, Maggi ha sottolineato che ReiThera non è un’impresa limitata a questo coronavirus, ma "un’occasione per rilanciare la ricerca italiana".
L’infettivologo ha ricordato che negli anni ’60 l’Italia era un’eccellenza mondiale, prima che intervenissero multinazionali ad acquistare le imprese italiane e a chiuderne i laboratori di ricerca quando ritenuti superflui. Una tradizione smantellata nel giro di pochi anni.
“Oggi, ReiThera, ma anche il secondo vaccino italiano di Takis, sono utili non solo a combattere questo virus, ma anche a risollevare un settore scientifico in cui abbiamo le carte in regola per tornare a primeggiare”.

"Siamo sotto lo schiaffo di aziende straniere"

ReiThera per tornare a primeggiare nella ricerca, ma anche per non rimanere sotto schiaffo delle aziende straniere, secondo Maggi. 
“Abbiamo bisogno di un vaccino italiano perché siamo sotto lo schiaffo delle aziende straniere, soprattutto americane. Perché se per qualche motivo ci venisse a mancare Pfizer ci troveremmo in difficoltà. Perché dovremo fare dei richiami. Perché esiste la plausibilità biologica di una nuova pandemia".

"ReiThera e Takis sono ottimi"

Riguardo ai risultati del vaccino, l'infettivologo ci tiene a sottolineare che ReiThera e Takis "sono ottimi dal punto di vista scientifico". I dati ufficiali saranno disponibili solo tra fine maggio e inizio giugno, ma la sensazione è positiva.
I volontari che hanno aderito alla sperimentazione, come il magistrato Gianrico Carofiglio, hanno fatto il test sierologico e si ritrovano oggi ad avere un livello alto di anticorpi. 

"Siamo il paese di Enrico Fermi"

A fronte dei risultati ottenuti finora, alla classe politica chiamata a risolvere la questione sollevata dalla Corte dei Conti, Maggi chiede quindi di ricordare che “siamo il Paese di Enrico Fermi”.

Lo stop della Corte dei Conti

Nei giorni scorsi la Corte dei Conti ha bloccato l'investimento di Invitalia per questioni tecnico-amministrative. Bisognerà ora attendere 30 giorni per leggere le motivazioni della sentenza, quindi spetterà al ministero dello Sviluppo economico risolvere la questione.  
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