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Turchia chiede istituzione di forze internazionali per proteggere i palestinesi

© AP Photo / Turkish Foreign Ministry via AP, PoolIl ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu
Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu - Sputnik Italia, 1920, 16.05.2021
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La Turchia sostiene la creazione di forze internazionali per garantire la protezione fisica dei civili palestinesi, ha detto il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu.
"Dobbiamo lavorare per creare un meccanismo internazionale per proteggere i civili palestinesi in conformità con la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite adottata nel giugno 2018, questa iniziativa dovrebbe includere anche la protezione fisica creando forze internazionali che avrebbero il sostegno militare e finanziario dei paesi interessati", ha detto il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, intervenendo in una sessione di emergenza dei ministri degli Esteri dell'Organizzazione per la cooperazione islamica (OCI).
Cavusoglu ha sottolineato che è tempo di mostrare "la nostra unità e determinazione" in Palestina.
La comunità musulmana "si aspetta la nostra leadership e il nostro coraggio, la Turchia è pronta a intraprendere tutte le azioni necessarie", ha detto il cancelliere nel suo discorso trasmesso su Youtube, a seguito delle precedenti dichiarazioni del presidente Erdogan di condanna contro azioni di Israele.
Il conflitto israelo-palestinese si è aggravato il 10 maggio scorso dopo aver superato l'ultimatum del movimento radicale di Hamas che ha chiesto a Israele di ritirare militari e polizia dalla Spianata delle moschee e dal quartiere dello sceicco Jarraj, scene di violente proteste per la celebrazione del Giorno di Gerusalemme (festa con cui gli israeliani commemorano la riunificazione della città sotto il loro controllo durante la guerra del 1967) e i piani di sfratto per le famiglie palestinesi residenti dei territori rivendicati dagli ebrei.
Dopo la scadenza dell'ultimatum, Hamas e un'altra fazione radicale, la Jihad Islamica, hanno iniziato a lanciare razzi in Israele. Gran parte dei quasi 2.900 missili sparati fino al 16 maggio sono stati intercettati dal sistema antiaereo Iron Dome, e circa 450 sono atterrati nella Striscia di Gaza, senza attraversare il confine; tuttavia, alcuni hanno colpito il territorio israeliano, uccidendo 10 persone.
I bombardamenti di rappresaglia da parte dell'aviazione e dell'artiglieria israeliana, secondo il ministero della Salute palestinese, finora hanno causato almeno 188 morti, tra cui 55 bambini, e oltre 1.200 feriti.
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