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Perché le stelle del calcio hanno smesso di collaborare con la Nike?

© REUTERS / CARLO ALLEGRIFILE PHOTO: The Nike swoosh logo is seen outside the store on 5th Ave in New York, New York, U.S., March 19, 2019.
FILE PHOTO: The Nike swoosh logo is seen outside the store on 5th Ave in New York, New York, U.S., March 19, 2019.   - Sputnik Italia, 1920, 16.05.2021
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Nel settembre 2020 la stella brasiliana Neymar del Psg ha salutato il marchio di abbigliamento sportivo Nike dopo 15 anni di collaborazione. Tuttavia, non è stato l'unico a porre fine al rapporto di collaborazione con il gigante americano. Qual è il motivo di questa tendenza?
I grandi campioni e top-player del calcio, come lo spagnolo Sergio Ramos, che ha rotto il contratto con la Nike nel novembre 2020 e ha optato per l'Adidas, come i suoi compagni di squadra Raphael Varane e Marco Asensio o il centrocampista del Liverpool Thiago Alcántara, hanno lasciato il colosso americano dello sport durante la pandemia. Una fonte a conoscenza della situazione ha spiegato al portale The Athletic che questo può essere descritto come una nuova tappa nel mercato della pubblicità sportiva.
È stata la stessa Nike a scegliere di non prolungare i contratti con la maggior parte degli atleti a causa della crisi finanziaria globale causata dalla pandemia. In particolare la società ha perso 790 milioni $ nel primo trimestre del 2020, sebbene gli analisti avessero previsto un profitto di 130 milioni $.
"Questo cambierà tutto il business", è convinto il fondatore di Nike, Phil Knight, citato da Sport Business.
Tuttavia, ci sono fonti che affermano che tra le possibili motivazioni c'è anche un presunto cambiamento nella politica del popolare marchio: d'ora in poi, invece di firmare contratti a sei cifre con atleti di primo piano, potrebbe scegliere di collaborare con atleti meno famosi e puntare su atleti di colore e sulla diversità di genere.
Gli esperti concordano sul fatto che anche i giganti del settore non sono interessati a firmare contratti con i difensori. Invece, cercano di collaborare con gli attaccanti, anche se non scommettono sui giovani giocatori. Allo stesso tempo, la riduzione del numero di contratti faraonici implica un aumento delle retribuzioni degli atleti che continueranno a collaborare con questa società.
Va notato che Nike non è l'unico marchio di abbigliamento sportivo colpito dalla pandemia. Ad esempio, i guadagni di uno dei grandi rivali dell'azienda, la tedesca Adidas, sono diminuiti di oltre il 90% nel primo trimestre del 2020. Anche il rinvio delle Olimpiadi di Tokyo e di Euro 2020 ha influito sulla pianificazione del budget del marchio.
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