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Per una scienziato potrebbe esserci vita su Marte, ma da dove potrebbe provenire?

CC0 / / Marte
Marte - Sputnik Italia, 1920, 16.05.2021
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Come ha spiegato lo scienziato, le future missioni con equipaggio su Marte comporteranno inevitabilmente l'arrivo sul pianeta di microbi terrestri.
Mentre gli scienziati si sforzano di capire se c'è vita su Marte, Christopher Mason, professore della Cornell University, ha suggerito che alcune forme di vita potrebbero essere state portate sul Pianeta Rosso da veicoli spaziali giunti dalla Terra.
In un articolo pubblicato dalla BBC, Mason ha spiegato che, nonostante gli ingegneri della NASA dei Jet Propulsion Labs impiegassero protocolli "rigorosi e approfonditi" durante l'assemblaggio di veicoli spaziali, al fine di "ridurre al minimo il numero di organismi che potrebbero inavvertitamente fare l'autostop in una missione spaziale", alcuni organismi potrebbero essere sopravvissuti anche nelle camere bianche per poi giungere persino su Marte.
"I microbi sono sulla Terra da miliardi di anni e sono ovunque. Sono dentro di noi, sui nostri corpi e tutt'intorno a noi. Alcuni possono intrufolarsi anche nelle camere più bianche", ha scritto.
Mason ha anche menzionato prove di microbi che "hanno il potenziale per essere problematici durante le missioni spaziali".
"Questi organismi hanno un numero maggiore di geni per la riparazione del DNA e ciò gli dà una maggiore resistenza alle radiazioni. Possono formare biofilms su superfici e attrezzature, sopravvivere all'essiccamento e prosperare in ambienti freddi. Si scopre che le camere bianche potrebbero servire come processo di selezione evolutiva per gli insetti più resistenti che poi potrebbero avere maggiori possibilità di sopravvivere a un viaggio su Marte", ha spiegato.
Lo scienziato ha sottolineato che la probabilità che "alcuni frammenti di DNA microbico e forse umano" siano presenti su Marte è emersa da quando le prime sonde sovietiche hanno raggiunto il pianeta nel 1971. Quindi, anche se alla fine rilevassimo la vita su Marte, c'è una possibilità che questa sia di origine terrestre.
Mason ha inoltre aggiunto che le future missioni con equipaggio su Marte porteranno inevitabilmente all'arrivo di microbi terrestri che esistono su e all'interno dei corpi umani sul Pianeta Rosso.
"Anche questi microbi probabilmente si adatteranno, muteranno e cambieranno. E anche noi possiamo imparare da loro. Possono persino rendere la vita su Marte più tollerabile per coloro che ci vanno, dal momento che i genomi unici che si adattano all'ambiente marziano potrebbero essere sequenziati, trasmessi sulla Terra per un'ulteriore caratterizzazione e quindi utilizzati per la terapia e la ricerca su entrambi i pianeti", ha riflettuto.
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