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Il giallo della nave Asiatic Island, la denuncia: "Trasporta armi in Israele"

Porto di Genova
Porto di Genova - Sputnik Italia, 1920, 16.05.2021
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Secondo la denuncia dell'osservatorio The Weapon Watch e del sindacato dei lavoratori portuali Usb la nave battente bandiera di Singapore che sta facendo rotta verso il porto israeliano di Ashdod avrebbe imbarcato "un carico di proiettili ad alta precisione" nel porto di Genova.
È giallo sul carico della nave Asiatic Island, la porta container battente bandiera di Singapore che sta facendo rotta verso il porto di Ashdod, in Israele, dopo essere transitata da Marsiglia, Genova, Livorno e Napoli.
Proprio al porto di Genova, secondo la denuncia di The Weapon Watch, Osservatorio sulle armi nei porti europei e mediterranei che ha sede proprio nel capoluogo ligure, avrebbe imbarcato un carico di munizioni.
“Carichi di proiettili ad alta precisione destinati al porto israeliano di Ashdod sono stati imbarcati ieri, 13 maggio 2021, a Genova presso il GPT (Genoa Port Terminal)”, si legge sul sito dell’Osservatorio che precisa come le operazioni di imbarco si siano svolte “senza che il container – segnalato come contenente esplosivi di classe 1 (esattamente 1.4) – toccasse la banchina, e quindi dovesse sostare nell’apposita area del terminal destinata alle merci pericolose”.
Insomma, per gli attivisti, la nave sarebbe rimasta a Genova diverse ore per completare le operazioni di imbarco per poi ripartire alle 4 del mattino del 14 maggio. Sempre secondo l’osservatorio l’imbarcazione fa parte della flotta della compagnia di shipping israeliana Zim e transiterebbe “regolarmente” dal porto di Genova.
I volontari di The Weapon Watch, quindi, chiedono al governo di chiarire la natura del carico trasportato dalla nave ed in particolare se l’esecutivo sia “a conoscenza del fatto che bombe di precisione sono state imbarcate il 13 maggio nel porto di Genova, con destinazione Israele” e “se per queste merci sono state concesse le autorizzazioni ai sensi della legge 185 del 1990”.
Le stesse richieste di chiarimenti sono state inoltrate anche alle Autorità Portuali e alle Capitanerie di Porto di Genova e Livorno, e alle prefetture e alle Autorità doganali delle stesse città.
A denunciare il transito di armamenti a bordo della Asiatic Island sono anche i lavoratori portuali livornesi dell’Unione sindacale di base (Usb).
“Siamo stati avvisati da alcuni lavoratori portuali del porto di Genova e dall’associazione Weapon Watch sul fatto che la nave avesse caricato al terminal Spinelli alcuni container contenenti armi”, ha detto ai microfoni del Fatto Quotidiano il coordinatore livornese dello stesso sindacato, Giovanni Ceraolo.
“Abbiamo capito – continua il sindacalista facendo riferimento ai contatti dell’organizzazione – che all’interno c’erano almeno 3 contenitori contenenti munizioni ed esplosivi”.
Nel porto di Livorno, ha poi chiarito Ceraolo, non sono state caricate armi. I rappresentanti dell’Usb hanno poi spiegato di aver chiesto delucidazioni “alla Capitaneria di Porto, all’autorità portuale e alla Asl” sul carico della nave, anche per una questione di sicurezza.
L’organizzazione ha poi annunciato che i propri lavoratori incroceranno le braccia in futuro ogni volta che per il porto di Livorno transiteranno navi contenenti armamenti. L’appello del Weapon Watch all’esecutivo, invece, è quello di “valutare di sospendere in parte o del tutto l’export militare italiano verso le zone degli scontri israelo-palestinesi”.
L’iniziativa dei portuali livornesi è stata sostenuta anche da alcuni parlamentari del M5S, come la portavoce dei pentastellati alla Camera e membro della commissione Esteri Yana Ehm che in un tweet ha espresso solidarietà “ai lavoratori portuali” che a Livorno “hanno detto no alla partenza della Asiatic Island piena di armi, in direzione Ashdod, Israele”.
”Ora non serve violenza e guerra, ma pace”, ha ribadito nel tweet. A twittare in sostegno dei portuali livornesi è anche Simona Nocerino, senatrice grilina e membro della commissione Difesa.
​Sul caso è intervenuto, sempre sui social, anche il giornalista Andrea Scanzi. “Grazie alla segnalazione dei Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova e dell’associazione WeaponWhath, si è scoperto che al suo interno c’erano contenitori carichi di armi ed esplosivi diretti al porto Israeliano di Ashdod”, ha detto a proposito della nave Asiatic Island.
“A quel punto i lavoratori portuali di Livorno si sono messi di traverso: le armi e missili per Israele da qui non partono. Un gesto piccolo, ma al tempo stesso enorme. – ha commentato il cronista del Fatto - Chissà che, tra i “leader” della “sinistra” italiana, qualcuno non ne tragga qualche insegnamento”.
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