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Cani poliziotto: la verità dietro il loro olfatto

© Sputnik . Ekaterina ChesnokovaCane
Cane - Sputnik Italia, 1920, 16.05.2021
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In notiziari sono pieni di storie con cani da ricerca e salvataggio che trovano persone scomparse, che rilevano droghe e identificano i sospettati. Ma quanto è affidabile il loro olfatto?
Forse la prima volta che la polizia ha usato un cane in sede investigativa è stato nel 1977, nella città americana di Albany. In quell'occasione un cane di nome Crow entrò nel campo da gioco di uno stadio, sentì odore di stracci insanguinati e urinò sulla gamba di Lemuel Smith. Lo straccio conteneva una macchia dalle feci di un sospetto assassino.
Da allora sembra che la polizia abbia iniziato a prendere più sul serio l'olfatto canino, anche perché Smith finì per essere condannato.
Secondo Peter Andrey Smith del Knight Project in Scientific Journalism, che ha analizzato il modo in cui la polizia usa l'olfatto dei cani per portare gli imputati in tribunale, questo è stato uno dei tanti casi in cui i metodi impiegati dalla polizia e dai pubblici ministeri "sembrano discutibili".
Ci sono molte cose che non si conoscono: "Non ci sono database che registrano in modo autorevole il numero di casi che coinvolgono cani e ci sono pochi modi per sapere quanto spesso i tribunali usano informazioni simili a quella usata dalla polizia per identificare Lemuel Smith", ha spiegato.
D'altra parte Andrey Smith sottolinea che le organizzazioni di certificazione stimano che attualmente ci siano circa 15 mila cani poliziotto negli Stati Uniti - oltre a innumerevoli addestratori civili che collaborano alle indagini - ma non si dispone di dati completi.
L'investigatore ha anche riscontrato casi giudiziari in cui il comportamento di un cane è stato accettato come prova diretta di colpevolezza in tribunale: "Cioè, non è apparsa alcuna prova fisica diretta di un crimine, eppure i giurati erano convinti che un animale addestrato avesse fiutato qualcosa che gli esseri umani non possono percepire".
Accadrebbe la stessa cosa se, invece di un cane, ci si affidasse all'olfatto di una persona? Andrey Smith ha parlato con un neuroscienziato olfattivo, chiedendogli di immaginare un simile scenario: che fosse un profumiere o un aromaterapeuta a prendere la parola e testimoniare sulla coincidenza dell'odore di una persona con le prove fisiche lasciate sulla scena del crimine.
"Partiamo dal presupposto che i cani vivano la vita attraverso il naso e culturalmente questi animali sono considerati esseri sociali, compagni infallibili e leali. Una testimonianza olfattiva umana non sarebbe possibile, perché molte persone accettano il mito del cattivo olfatto umano", ha concluso.
Tuttavia, come sottolinea l'articolo, in alcuni casi gli esseri umani possono sentire gli odori meglio dei cani - soprattutto quando si tratta di rilevare l'acetato di amile, uno degli odori caratteristici delle banane. 
Presupposti culturali e pregiudizi aiutano quindi a spiegare la scarsità di dati sull'uso dei cani come agenti di polizia e l'affidabilità del loro olfatto in questi casi.
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