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"Riduce la mortalità da polmonite grave". Ecco il farmaco che può battere il Covid

© Sputnik . Ministero Difesa russo / Vai alla galleria fotograficaUn medico italiano nell'ospedale da campo di Bergamo, 2020
Un medico italiano nell'ospedale da campo di Bergamo, 2020 - Sputnik Italia, 1920, 15.05.2021
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Confermata da uno studio internazionale l'efficacia dell'Anakinra, il farmaco per l’artrite reumatoide che inibisce l'Interleuchina IL-1, sulla riduzione della mortalità nei pazienti Covid. L'annuncio di Bassetti: "Sottoposto all'Ema il dossier sulla sperimentazione".
Si chiama Anakinra il farmaco per l’artrite reumatoide che inibisce l'Interleuchina IL-1, molecola dal potente effetto infiammatorio, impedendole di legarsi al suo recettore.
Uno studio italo-greco, coordinato da Evangelos Giamarellos-Bourboulis, Professore di Medicina Interna e Malattie Infettive all'Università Nazionale Capodistriana di Atene, svolto su 600 pazienti affetti dal Sars-Cov-2, ha confermato l’efficacia del principio attivo nel ridurre l’aggressività dell’infezione e quindi la mortalità.
Lo scorso febbraio era stata anche una ricerca dell’ospedale San Raffaele di Milano ad accendere un faro sull’efficacia dell’anti-infiammatorio nel ridurre la mortalità da Covid se somministrato in tempo ai pazienti che contraevano la malattia in forma grave.
Questo perché, spiegavano all’Ansa i coordinatori della ricerca, Lorenzo Dagna e Giulio Cavalli, "i tassi di mortalità del Covid-19 sono in buona parte associati all'emergere, nei pazienti con forme gravi della malattia, della cosiddetta sindrome da tempesta citochinica, uno stato iper-infiammatorio caratterizzato da una risposta immune eccessiva e dannosa".
Una di queste è proprio la IL-1, il cui effetto viene contrastato dalla molecola contenuta nell’Anakinra. Lo studio è stato pubblicato su Lancet Reumathology.
Ad approfondire il ruolo potenziale del farmaco nella cura del Covid è uno studio svolto dallo Swedish Orphan Biovitrum AB (Sobi) e dall'Istituto Ellenico per lo Studio della Sepsi, in collaborazione con diversi centri italiani, tra cui l’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, il San Raffaele di Milano e il San Martino di Genova.
Proprio il direttore della clinica di malattie infettive dello stesso ospedale, Matteo Bassetti, ieri ai microfoni di Primocanale, ha annunciato che il dossier sulla sperimentazione è stato sottoposto all’Ema. “Speriamo tutti che nelle prossime settimane venga approvato così da poter essere utilizzato insieme agli altri farmaci”, ha detto l’infettivologo.
Secondo Bassetti, che cita i risultati della ricerca, il farmaco avrebbe l’importante effetto di “ridurre la mortalità da polmonite severa”. “L'uso precoce e mirato del farmaco,  - sono le parole del virologo, riprese dal Tempo - in aggiunta agli attuali standard di cura, riduce la mortalità e la progressione verso una grave insufficienza respiratoria e aumenta anche il numero di pazienti dimessi dall'ospedale in assenza di infezione da Covid”.
Non solo. Oltre all’Anakinra un ruolo importante potrebbe essere svolto da un altro farmaco, il Molnupiravir, sul quale la settimana prossima partirà una nuova sperimentazione nei soggetti non ospedalizzati. “Una sorta di monoclonale orale", ha spiegato Bassetti, in grado di stroncare sul nascere l’infezione.
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