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Ricerca, la pandemia non ferma i "cervelli" in fuga dall'Italia

© Sputnik . Maksim Bogodvid / Vai alla galleria fotograficaRicerca scientifica
Ricerca scientifica - Sputnik Italia, 1920, 15.05.2021
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Secondo i dati dell'European research council il saldo tra ricercatori rimasti in Italia e quelli fuggiti all'estero è vicino allo zero.
Neppure la pandemia e la Brexit sono riuscite a fermare la “fuga di cervelli” dal Belpaese. Il numero degli studiosi che hanno scelto di restare e di quelli che hanno scelto di abbandonare l’Italia per proseguire le loro ricerche, infatti, si è sostanzialmente eguagliato.
A dirlo sono i dati dello European research council (Erc) che all’inizio di maggio ha festeggiato, alla presenza della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e del presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, il traguardo di 10mila borse assegnate ad altrettanti ricercatori europei.
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Sul podio dei ricercatori più premiati ci sono Germania, Regno Unito e Francia. L’Italia deve accontentarsi della quarta posizione, ma si attesta solo al sesto posto se si parla di progetti sviluppati sul territorio del nostro Paese.
Questo perché ben 498 ricercatori italiani hanno scelto di proseguire il proprio lavoro altrove. Quelli che hanno scelto di rimanere in Italia sono pochi di più: 534, ai quali bisogna aggiungere 64 colleghi stranieri che hanno chiesto ospitalità in Italia. Il rapporto è decisamente più basso negli altri Paesi europei.
Una prima spiegazione arriva sicuramente dalla classifica degli atenei più attrattivi del Vecchio Continente, stilata dalla stessa organizzazione. L’Italia non compare né qui, né nella lista dei sei migliori centri di ricerca.
Bisogna aspettare l’elenco del 2021 per trovare due progetti sviluppati da La Sapienza, tra i 15 che secondo l’Erc hanno trasformato la scienza. Si tratta, secondo quanto si legge sul Sole24Ore, di due studi sull’intelligenza artificiale applicata alo studio delle lingue online.
I 10mila ricercatori finanziati finora dall’Erc sono per due terzi di età inferiore a 40 anni. I progetti sostenuti dall’organizzazione sono stati premiati con sette premi Nobel, 4 Fields Medals e 9 Wolf Prizes. L’80 per cento dei progetti, rivela l’organizzazione fondata dall’Ue nel 2007, ha portato a passi avanti significativi dal punto di vista scientifico.
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