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Letta contro Salvini sulle riforme: se non le vuole esca dal governo

© AP Photo / Riccardo De LucaEnrico Letta, segretario del Partito Democratico
Enrico Letta, segretario del Partito Democratico - Sputnik Italia, 1920, 15.05.2021
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I primi nodi del governo Draghi vengono al pettine. Avviata l'Italia verso un percorso di maggiore libertà dalle restrizioni pandemiche, ora i partiti cercano nuovi orizzonti.
Intervenendo all’assemblea online del partito Articolo 1, il segretario del Partito Democratico prende posizione netta sulle affermazioni di Matteo Salvini apparse sul quotidiano La Repubblica.
“Se Salvini dice, come leggo oggi su 'Repubblica', che sta in questo governo solo per riaprire e approvare il Pnrr, credo che le nostre strade debbano rapidamente divergere”, afferma Letta e questo perché “abbiamo un approccio completamente diverso”, aggiunge.
“Questo governo è qui per fare le riforme. Lo appoggiamo perché per gli italiani sono fondamentali. E' evidente la differenza tra il nostro campo e le parole di Salvini cui reagisco in modo molto netto e chiaro”, sottolinea Letta.
Il segretario del Pd è anche convinto del fatto che con un’altra gestione della pandemia in Italia, questo paese “si sarebbe sbracato e oggi non saremmo in grado di ripartire. O meglio, avremmo riaperto e avremmo chiuso. Oggi riapriamo in modo irreversibile perché c’è stata la scelta della responsabilità nelle scorse settimane”.

Il Recovery plan è il migliore possibile

Letta crede che il Piano nazionale di recupero e resilienza (Pnrr), alias Recovery plan, creato è “il più efficace possibile” perché “parla dell’Italia nei prossimi anni. Credo che abbiamo fatto insieme un buon lavoro in Parlamento”.

Il futuro del Pd e del Movimento 5 Stelle

Per quanto riguarda le alleanze politiche tra il Partito Democratico, Movimento 5 Stalle e Leu, crede che durerà: “Noi staremo insieme alle prossime politiche, saremo parte di una proposta comune. Ne sono convinto”, dice Letta.
Tuttavia sul piano locale, come le elezioni comunali del prossimo autunno, in molti capoluoghi di regione e di provincia PD e M5S presenteranno candidati propri. Vedasi ad esempio le scelte delle ultime settimane fatte per Roma e Torino.
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