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In Cina al via le sanzioni per propaganda all’obesità

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Uomo con peso in eccesso misura la circonferenza vita - Sputnik Italia, 1920, 15.05.2021
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Le autorità cinesi nell’ambito del contrasto al consumo eccessivo di cibo e agli sprechi alimentari cominceranno a sanzionare per propaganda all’obesità e per utilizzo smodato di prodotti alimentari, a instillare nella popolazione l’abitudine alla moderazione e a un rapporto consapevole con il cibo.
Per il governo cinese in passato una sfida costante era trovare il modo di sfamare la grande popolazione del Paese. Il problema è stato risolto e ora le autorità si stanno occupando del contrasto agli sprechi eccessivi.
Il 29 aprile il parlamento cinese ha approvato la legge sul contrasto al consumo smodato di prodotti alimentari che è entrata in vigore il giorno stesso.
Il leader cinese, Xi Jinping, l’anno scorso dichiarava che “il fenomeno degli sprechi alimentari è preoccupante” e ordinava di sensibilizzare i cittadini ad un approccio più moderato nei confronti del cibo. Il leader cinese invita a promuovere nella popolazione un senso di repulsione verso “il consumo smodato di prodotti alimentari” e, di converso, un senso di orgoglio per il risparmio di cibo.
© AP Photo / Ju Peng/XinhuaXi Jinping
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Xi Jinping

Propaganda

L’articolo 22 della legge sancisce che i media devono dare visibilità alla legge sul contrasto al consumo smodato di prodotti alimentari e ai relativi provvedimenti normativi, promuovere modelli di riferimento positivi, segnalare i lati negativi degli sprechi alimentari, indirizzare la comunità verso la creazione di buone prassi nel consumo di alimenti, monitorare le tendenze dei cittadini in questo ambito. La legge sottolinea che i comunicati informativi in merito al contrasto del consumo smodato di cibo debbono essere verosimili e imparziali.
“Si fa divieto di produrre, pubblicare e diffondere programmi e materiali audiovisivi che propagandino il consumo smodato di prodotti alimentari”, stabilisce la legge.
Ai sensi dell’articolo 30, qualora in violazione di questa legge, stazioni radiofoniche, canali televisivi o altre entità producano, pubblichino e diffondano materiali audiovisivi, in stampa o di altra natura nei quali si dia visibilità a sprechi e consumi smodati di cibo, tali soggetti dovranno apportare modifiche operative, ovverosia bloccare o eliminare detti contenuti.
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“In caso di diniego ad apportare modificazioni ovvero in caso di circostanze aggravanti, ai responsabili sarà comminata una sanzione pecuniaria compresa tra 10.000 yuan e 100.000 yuan (1.300€ - 13.000€) e sarà prodotto in capo agli stessi un provvedimento di inibitoria a porre in essere detta attività” sancisce la legge cinese.
Inoltre, al verificarsi di tali circostanze, i responsabili potrebbero essere chiamati a rispondere delle loro azioni innanzi a un tribunale.

Un nuovo stile di vita

“La legge è stata formulata in ottemperanza alla Costituzione cinese al fine di prevenire il consumo smodati di prodotti alimentari, salvaguardare la sicurezza alimentare nazionale, concretizzare i principali valori socialisti di risparmio delle risorse, tutela dell’ambiente e promozione di uno sviluppo socioeconomico sostenibile”, si legge nel testo della legge.
Si sottolinea che in Cina i governi a tutti i livelli saranno tenuti a definire obiettivi e azioni concrete per il contrasto agli sprechi alimentari, a creare e perfezionare meccanismi di lavoro, a organizzare il monitoraggio, la verifica, l’analisi e la stima dei rifiuti alimentari, a rafforzare il controllo e la gestione di questi fenomeni, a promuovere le attività di contrasto agli sprechi, a porre in essere attività di propaganda e sensibilizzazione.
Il Consiglio di Stato cinese a sua volta è tenuto a definire standard settoriali e norme adeguate, nonché a rafforzare la regolamentazione del comparto. Qualsivoglia persona fisica o giuridica che identifichi sprechi alimentari eccessivi ha diritto a darne comunicazione agli enti responsabili i quali saranno tenuti a prendere tempestivamente in esame la segnalazione, così come stabilito dalla legge.
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La legge sancisce altresì che i cinesi, quando consumeranno cibo fuori casa, saranno tenuti ad adottare un approccio civile, sano e razionale nei confronti del cibo, a ordinare e consumare cibo in quantità ragionevoli alla luce di un rapporto consapevole con il proprio corpo e le sue esigenze.
A casa, invece, è opportuno sviluppare abitudini alimentari che si fondino anche su evidenze scientifiche, evitare sprechi eccessivi, nonché acquistare, conservare e cucinare cibo sulla base delle reali esigenze quotidiane.

Settore della ristorazione

Le imprese del settore della ristorazione sono tenute a migliorare i processi di acquisto, conservazione e lavorazione degli alimenti, a incrementare il livello di preparazione professionale del personale in servizio e ad includere obbligatoriamente nei programmi di formazione percorsi relativi alla moderazione e al contrasto agli sprechi.
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Tali soggetti sono anche tenuti a ricordare ai loro consumatori l’importanza che riveste la mancata creazione di eccessivi sprechi, a collocare in luoghi ben visibili annunci e manifesti sul contrasto agli sprechi alimentari. Il personale in servizio dovrà ricordare agli ospiti di ordinare soltanto ciò che ordineranno e nulla di più.
Si raccomanda di essere particolarmente moderati nella preparazione dei menù destinati a buffet, banchetti, matrimoni, cerimonie funebri, celebrazioni familiari.
Il legislatore raccomanda anche alle imprese della ristorazione di premiare gli ospiti che partecipano al programma “Piatto pulito”, mentre invita ad applicare una tariffa aggiuntiva per lo smaltimento dei rifiuti a quei clienti che non finiscono il loro cibo.
Qualora le imprese del settore, violando le disposizioni di legge, invitino i clienti a ordinare quantità eccessive di cibo inducendoli in errore e, di conseguenza, si producano sprechi alimentari, le autorità competenti sono tenute a produrre le relative ordinanze in capo a tali soggetti trasgressori. A coloro i quali si rifiutino di apportare le opportune modificazioni saranno comminate sanzioni comprese tra 1.000 yuan e 10.000 yuan (130€ - 13.000€).
Qualora i produttori di alimenti e le imprese della ristorazione nello svolgimento della loro attività producano quantità eccessive di sprechi e qualora, dopo un avvertimento ad opera delle autorità competenti, si rifiutino di apportare modifiche al loro operato, si vedranno comminare una sanzione compresa tra 5.000 yuan e 50.000 yuan (600€ - 6.000€).
Le agenzie e le guide turistiche sono tenute a organizzare in maniera consapevole i pranzi di gruppo e a ricordare attivamente ai turisti la necessità di ordinare soltanto la quantità di cibo che poi sarà effettivamente consumata. L’operato dei tour operator nell’ambito del contrasto agli sprechi alimentari sarà sottoposto a monitoraggio per il tramite di specifiche classifiche.

Un’attenzione agli sprechi sin dall’infanzia

La legge prescrive alle scuole di includere nei programmi formativi materiali che sottolineino la necessità di un rigido approccio al risparmio, alla moderazione e al contrasto agli sprechi, di creare eventi dedicati e di sensibilizzare gli scolari a un rapporto più moderato con il cibo.
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Le strutture formative sono tenute a creare un meccanismo di controllo volto ad evitare il consumo eccessivo di prodotti alimentari, nonché a elaborare e porre in essere le relative misure di ricompense e sanzioni.
Un articolo della legge stabilisce che gli istituti di formazione sono tenuti a controllare, analizzare e stimare il numero dei soggetti che usufruiscono delle mense in modo da avere dati sulla base dei quali effettuare gli acquisti e la preparazione del cibo.
Ogni anno in Cina circa 35 milioni di tonnellate di cibo vengono sprecate ancor prima di arrivare sulle tavole. Ogni giorno in ciascuna delle 5.000 città cinesi si producono in media circa 50 tonnellate di sprechi alimentari. Secondo uno studio, a Pechino, Shanghai, Chengdu e Lhasa si sprecano ogni anno in media 17-18 milioni di tonnellate di alimenti con le quali si potrebbero sfamare 30-50 milioni di persone.
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