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Blutec, ancora appeso ad un filo il destino dei lavoratori di Termini Imerese

© Foto fornita dalla FiomPresidio lavoratori Blutec di Termini Imerese davanti al palazzo della Regione a Palermo
Presidio lavoratori Blutec di Termini Imerese davanti al palazzo della Regione a Palermo - Sputnik Italia, 1920, 15.05.2021
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L’ultimo tavolo al Mise sembra segnare una svolta nella vertenza Blutec con la proroga degli ammortizzatori sociali, ma i lavoratori sono scettici e chiedono certezze sulla continuità occupazionale: “Vogliamo la dignità del lavoro”.
“Svolta? Io non ho visto nessuna svolta”.Così commenta Agostino Cosentino, dipendente Blutec con alle spalle 25 anni di esperienza in catena di montaggio alla ex Fiat di Termini Imerese e 10 di cassa integrazione. Da quando nel 2011 Sergio Marchionne fece chiudere i cancelli dello stabilimento siciliano la produzione è  ferma e i tentativi di rilancio industriale si sono rivelati fallimentari.
Sul destino dei quasi mille dipendenti, circa 630 Blutec e oltre 300 lavoratori dell’indotto, pende la spada di Damocle del licenziamento collettivo, scongiurato almeno temporaneamente con l’ultimo tavolo al Mise del 12 maggio che ha permesso venerdì la riapertura fino al 4 giugno del bando per la manifestazione di interesse, con la conseguente proroga al 30 settembre degli ammortizzatori sociali. Per la politica l’esito è una svolta nella vertenza, per i lavoratori è la prosecuzione del limbo della cassa integrazione che si rinnova di sei mesi in sei mesi da quasi dieci anni.
“L’esito è stato accolto positivamente, ma questa svolta nella vertenza non c’è. Corriamo il rischio di ritrovarci a settembre ancora senza un progetto industriale valido per il rilancio dello stabilimento e punto e a capo con la cassa integrazione in scadenza, come succede ogni sei-sette mesi”, spiega Cosentino a Sputnik Italia.
Alla riunione in videoconferenza hanno partecipato per la prima volta il presidente della regione Nello Musumeci e gli assessori Scavone e Turano, grazie al lavoro di sinergia con le organizzazioni sindacali e il coordinamento dei sindaci che ha messo il governo regionale davanti alle sue responsabilità.
© AFP 2021 / Carmelo LenzoNello Musumeci, presidente della Regione Siciliana
Nello Musumeci, presidente della Regione Siciliana - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2021
Nello Musumeci, presidente della Regione Siciliana
“Per noi questa riunione è stata interlocutoria nella speranza di avere una proroga degli ammortizzatori sociali, ma non c’è alcuna vittoria allo stato attuale e non c’è un passo avanti. Noi in quanto metalmeccanici abbiamo sempre visto la cassa integrazione come il peggiore dei mali. Continuare a prorogare per trovare una soluzione ci sembra soltanto il prolungamento di un’agonia che dura da dieci anni”, dichiara a Sputnik Italia un altro lavoratore Blutec, Giacomo Raneri.
“Noi siamo abituati ad andarcene a lavorare ogni mattina – prosegue - ad avere le mani che sanno di grasso e olio del motore, non di nulla. Nei nostri sacrifici c’era la dignità del padre di famiglia, del lavoratore che portava a casa il salario che gli consentiva di andare avanti. Ce l’hanno tolta per scelte scellerate. Noi rivogliamo la nostra dignità del lavoro”.

L’incognita sulla continuità occupazionale

La regione e il governo hanno dato la disponibilità ad investire 240 milioni di euro ma i lavoratori sanno che finora né il sostegno finanziario né la ricerca di un investitore sono stati sufficienti al rilancio industriale dello stabilimento Blutec. Cosentino spiega senza giri di parole che chi arriva a Termini Imerese si trova davanti uno scoglio: riassorbire nella produzione 600 operai entrati in Fiat poco più che ventenni nel 1988.
1 maggio protesta lavoratori Blutec di Termini Imerese - Sputnik Italia, 1920, 12.05.2021
Blutec, riunione al Mise: convergenza sul rilancio di Termini Imerese
“Io ho 58 anni – dice - e mi metto nei panni di chi dovrebbe investire qua: un’azienda che ha un progetto ambizioso di un operaio della mia età cosa se ne fa? Riassorbire manodopera giovane è più facile ma per chi deve investire noi siamo diventati un peso”.

Nazionalizzare?

Solo lo Stato potrebbe farsi carico della continuità occupazionale: “La svolta sarebbe la nazionalizzazione della produzione, non la proroga della cassa integrazione”, osserva Cosentino.
Dello stesso parere è Frank Ferlisi, responsabile lavoro del Partito Rifondazione Comunista di Palermo, che segue la vertenza dall’inizio crisi dello stabilimento Fiat di Termini Imerese nei primi anni 2000 ed è stato a fianco dei lavoratori Blutec in tantissimi presidi.
In un comunicato a Sputnik Italia esprime la soddisfazione della Federazione di Palermo soddisfazione per il provvedimento di proroga e l’avvio di un nuovo bando per la manifestazione di interesse esclusivo per il sito Blutec di Termini Imerese della Blutec. Ma quello che serve, a parere di Ferlisi è l’ingresso di un soggetto industriale pubblico con progetti produttivi seri.

Lo “spezzatino”

Lo stabilimento Blutec di Termini Imerese si trova in una posizione logistica privilegiata rispetto ad altri siti produttivi, con una linea ferrata che arriva all’interno dell’impianto, l’interporto già avviato a pochi chilometri di distanza, lo svincolo autostradale vicinissimo. Un sito produttivo strategico nel cuore del Mediterraneo.
Sindaci al presidio dei lavoratori Blutec di Termini Imerese davanti al palazzo della Regione a Palermo - Sputnik Italia, 1920, 04.05.2021
Blutec, Musumeci chiederà al Mise la reindustrializzazione del sito di Termini Imerese
Per Raneri manca la volontà politica per il rilancio dell’impianto, dove si potrebbe avviare qualsiasi produzione grazie alla “forza lavoro di professionisti di lunga esperienza che sanno fare di tutto”.
I lavoratori dopo anni di cassa integrazione sono disponibili alla riqualificazione, quello che temono sono soluzioni “spezzatino” di scorporamento della società in tante piccole aziende da 40-50 dipendenti, che si profila nell’unica proposta di reindustrializzazione presentata dal Consorzio Sud.
“Se il blocco dei lavoratori resta unito c’è una forza, ma se ci dividono in piccole aziende è la fine”, commenta Cosentino.

La liquidazione

Il tavolo, infine, ha solo spostato ma non risolto la questione chiave della continuità occupazionale dei lavoratori di Termini Imerese. Su questo punto Fiom è stata chiara: “è necessario escludere categoricamente dal tavolo una possibile liquidazione di Blutec”.
Il Papa Francesco tiene la messa di Pasqua alla Cattedrale di San Pietro in Vaticano. - Sputnik Italia, 1920, 01.05.2020
Papa Francesco prega per i lavoratori: "La dignità del lavoro è tanto calpestata"
Anche per Fim la vertenza è “tutt’altro che risolta. E’ indispensabile garantire una prospettiva occupazionale a tutti i dipendenti, indotto compreso”,  scrive in una nota il segretario provinciale Antonio Nobile. “Indipendentemente da chi sarà il soggetto industriale che porterà avanti la reindustrializzazione, servirà del tempo per attuare ed arrivare all’obiettivo di far tornare al lavoro tutte le maestranze. Per questo,  diventa fondamentale la proroga della CIGS”.
Proroga resa possibile dalla riapertura del bando in il 16 maggio, senza la quale la società in amministrazione straordinaria sarebbe stata messa in liquidazione, dando l’avvio al licenziamento collettivo degli oltre 600 dipendenti al 30 giugno.
“Forse molti davano per scontata la proroga della cassa integrazione, ma senza la riapertura del bando il 16 maggio il piano sarebbe stato bocciato. Questo è stato un rischio reale e l’abbiamo scongiurato. Almeno per il momento”, afferma a Sputnik Italia il segretario regionale Fiom, Roberto Mastrosimone.
Se non si presenterà nessuna azienda, il problema è solo rimandato al 30 settembre.
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