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"Barba, baffi e pancione". Polemiche sull'uomo incinto messo in copertina da L'Espresso

© AP Photo / Esteban FelixBandiera Lgbt
Bandiera Lgbt - Sputnik Italia, 1920, 15.05.2021
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La vignetta è stata scelta dal settimanale per celebrare la giornata internazionale contro l’omofobia e le battaglie per i diritti civili. Polemiche dal centrodestra, con la Lega che parla di "iniziativa provocatoria".
Per celebrare la giornata internazionale contro l’omofobia di lunedì prossimo e le battaglie per i diritti civili, compresa quella per l’approvazione del Ddl Zan, l’Espresso mette in copertina un uomo col pancione. “Un pancione, una vita che nasce, un bambino che arriva. E poco importa che la persona incinta (…) abbia barba e baffi: ‘La diversità è ricchezza’, è il titolo, scritto a pennarello su quella pancia”, si legge sul sito del settimanale diretto da Marco Damilano.
Ma la copertina disegnata da Fumettibrutti, nome d’arte di Josephine Yole Signorelli, fa discutere. Il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, citato da Avvenire, parla di “iniziativa provocatoria”.
“Con le provocazioni – ha aggiunto - non si va da nessuna parte”. “Non è questo il clima giusto – ammonisce - in cui discutere di temi che mettono in gioco la dignità della persona, il valore della famiglia, e il libero diritto ad esprimere le proprie opinioni”.
Quella dell’Espresso è una delle “follie che col ddl Zan diventeranno legge”, attacca un altro senatore leghista, Simone Pillon. “Sarà abolito – continua - il diritto dei bambini ad avere mamma e papà e non genitore 1 e 2”.
Sulla questione è intervenuta anche la deputata Laura Ravetto, responsabile delle pari opportunità del partito. “Operare secondo uguaglianza significa anche non mortificare le differenze e le specificità. E questa copertina – accusa - non è rispettosa della specificità femminile”.
"Basta con mamma e papà, futuro e progresso? No, egoismo e follia", scrive su Twitter il leader leghista Matteo Salvini.
A stigmatizzare l’iniziativa è anche il senatore di Forza Italia, Lucio Malan, che in un tweet ringrazia ironicamente L’Espresso “che in una sola immagine sintetizza le idee che ispirano il ddl Zan”.
​“Perché tutto questo odio, questo ripudio delle differenze tra i sessi, della realtà biologica dell’uomo e della donna? Non è valicando i confini imposti dalla legge della natura che si crea una società migliore e inclusiva”, è il commento di Umberto La Morgia, dirigente di Fratelli d’Italia e fondatore dell’associazione Omosessuali di destra.
“Ora se non vogliamo accettare queste derive assurde con la legge Zan – si domanda - potremmo essere anche tacciati di incitare alla discriminazione?”.
L’accusa mossa dal centrodestra al provvedimento è quella di “minare la libertà opinione”. È proprio su questo punto che si sta consumando lo scontro in commissione Giustizia, dove la misura è in discussione. A difenderla ci sono i senatori di Pd, M5S, Leu e Italia Viva.
"Sul Ddl Zan così come sui diritti, contrasterò sempre la logica perversa del 'sì-ma, vanno bene i diritti ma ora c'è altro'”, ha detto qualche giorno fa il segretario Dem, Enrico Letta. “Noi – ha ribadito - siamo per l'approvazione di quel testo, è il miglior punto di avanzamento nelle condizioni date".
E il contenuto della legge non divide solo la maggioranza ma anche l’opinione pubblica. Oggi scenderanno in piazza a Roma e in altre città italiane le associazioni per i diritti Lgbt che sostengono la proposta del deputato Dem, Alessandro Zan, mentre a Milano e in altre piazze del Paese a manifestare sarà il fronte contrario alla proposta, descritta come una “legge bavaglio”.
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