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Sindrome dell’Avana: Secondo fonti USA i casi di misteriose lesioni celebrali sarebbero 130

Raggi X - Sputnik Italia, 1920, 14.05.2021
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Sarebbero almeno 130 i casi di diplomatici, dipendenti del ministero della Difesa e agenti dell'Intelligence Usa ad essere stati colpiti da quella è stata definita la ‘Sindrome dell’Avana’, una misteriosa malattia che si manifesterebbe con mal di testa, ronzii alle orecchie e sarebbe correlata a microlesioni celebrali, secondo le fonti americane.
Stando a uno studio dell'Università della Pennsylvania del 2018, pubblicato sul Journal of the American Medical Association, i pazienti afflitti da tale sindrome non mostrano lesioni apparenti agli apparati uditivi ma le tomografie segnalano danni al cervello “simili a quelli riportati durante una commozione cerebrale” la cui entità “è estesa a tutta la massa cerebrale”. Riguardo alle cause, tuttavia, non è mai stato risolto il mistero.
Il New York Times ha riferito che altri tre agenti della CIA hanno segnalato sintomi gravi da dicembre, a seguito di incarichi all'estero, e che stavano richiedevano cure ambulatoriali presso l'ospedale militare Walter Reed di Washington. Un altro episodio è avvenuto nelle ultime due settimane.
In tutto sarebbero almeno 130 i casi, circa una settantina in più rispetto a quanto precedentemente si supponesse. Molte denunce si sono aggiunte nelle ultime settimane allorché la pubblicità data al fenomeno ha indotto molti dei precedenti casi sospetti a reinterpretare i sintomi di cui erano affetti ed accusare la loro condizione.
Mark Zaid, che rappresenta alcuni ex funzionari affetti dalla sindrome dell'Avana, ha detto di essere stato recentemente contattato da più persone che credevano di essere state colpite - "I numeri sono decisamente in aumento", ha detto.
A dicembre, l'Accademia nazionale delle scienze, organo formalmente indipendente ma che tuttavia risiede a Washington ed è in parte governativo, ha pubblicato un rapporto in cui si afferma che le lesioni cerebrali subite dai dipendenti del governo degli Stati Uniti a Cuba e in Cina erano molto probabilmente il risultato di una qualche forma di energia diretta.
Tale rapporto è stato tuttavia messo in discussione dagli stessi esperti americani, quali Cheryl Rofer, ex chimica del Los Alamos National Laboratory, che ha affermato che non esistono prove alcune che la sindrome possa essere determinata da un qualche tipo di arma segreta.
“Nessun sostenitore dell'ipotesi ha definito come funzionerebbe effettivamente un’arma di questo tipo. Nessuna prova è stata offerta che un'arma del genere sia stata sviluppata da alcuna nazione. Affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie e nessuna prova è stata offerta a sostegno dell'esistenza di quest'arma misteriosa", ha affermato la Rofer.
Dall’altra parte un rapporto del Dipartimento di Stato del 2018, declassificato e pubblicato sul National Security Archive della George Washington University, indicava che la gestione iniziale delle indagini da parte del Dipartimento di Stato sarebbe stata fallimentare. Peter Kornbluh del National Security Archive ha osservato che il rapporto del 2018 concludeva che la "valutazione iniziale dell'indagine del dipartimento su ciò che stava accadendo" era viziata da caos, disorganizzazione ed eccessiva segretezza.
In particolare, ha riportato anche la CNN recentemente, uno degli ostacoli principali al progresso nelle indagini da parte del governo degli Stati Uniti, sarebbe stata la mancanza di coordinamento tra le varie agenzie - CIA, l'FBI, i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie e il Dipartimento di Stato. Questi avrebbero condotto indagini separate e segretate. Il coordinamento limitato tra le varie agenzie sarebbe stato basato "sulla natura altamente classificata di alcuni dettagli e sulle restrizioni alla privacy delle cartelle cliniche”.
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