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Piano lavoro del governo, arriva il contratto di rioccupazione

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Ingresso sul posto di lavoro - Sputnik Italia, 1920, 14.05.2021
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I ministri sono al lavoro su di un piano per garantire la massima occupazione possibile dal primo luglio, quando una parte delle aziende potranno avviare i licenziamenti.
L’obiettivo del ministro del Lavoro Andrea Orlando è scongiurare i licenziamenti di massa. Dal prossimo 30 giugno, infatti, verrà meno il blocco ai licenziamenti per alcune aziende e il rischio è che l’estate si trasformi in un campo di battaglia.
Per questo motivo tutto il governo sta elaborando un decreto Sostegni bis che sposterà il grosso dei fondi dell’ultimo scostamento di bilancio proprio sul sostegno al lavoro.
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Una delle novità più significative è il contratto di rioccupazione, con il quale il governo punta a ricollocare almeno una parte degli esuberi ritenuti “fisiologici” che si verificheranno a partire da luglio.

Cosa prevede il contratto di rioccupazione

Il contratto di rioccupazione è una nuova tipologia contrattuale che viene introdotta come risposta alla crisi economica scatenata dalla pandemia. Ne potranno beneficiare i lavoratori e le lavoratrici d’ogni età e di qualsiasi settore.
Il contratto è a tempo indeterminato e prevede sei mesi al massimo di prova e/o formazione. Il periodo di prova di sei mesi prevede sgravi contributivi al 100%, che dovranno però essere restituiti con la decontribuzione se il lavoratore non viene confermato.

Il piano lavoro del governo

Nel decreto Sostegni bis sono previste altre novità i cui dettagli non sono ancora noti, ma se ne conoscono le linee generali.
Tra le nuove introduzioni un esonero contributivo del 100% per i settori del commercio e del turismo, quelli più colpiti dalla pandemia. L’obiettivo è favorire l’occupazione nelle attività strategiche al fine di facilitare il rilancio delle stesse.
Le imprese che hanno perso oltre il 50% del fatturato, potrebbero essere autorizzate a stipulare contratti di solidarietà con i dipendenti. In questo caso lo stipendio dei dipendenti si ridurrebbe al 70% di quello attuale. In questo caso, però, servirà un impegno firmato da parte del datore di lavoro, con il quale si impegna a non ridurre i livelli occupazionali. L’obiettivo del contratto di solidarietà è proprio il mantenimento della piena occupazione.
Il contratto di espansione, con cui si favorisce il ricambio generazionale, potrebbe essere attivato anche per aziende che hanno almeno 100 dipendenti, abbassando quindi la soglia dagli attuali 250 dipendenti.
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