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L'idea per spingere i cinesi a fare più figli: "128mila euro ogni nuovo nato"

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaBimbo in braccio al papà in Cina
Bimbo in braccio al papà in Cina - Sputnik Italia, 1920, 14.05.2021
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È la proposta dell'economista cinese Liang Jianzhang per risollevare il tasso di natalità nel Paese. L'investimento, promette l'esperto, tornerebbe nelle casse dello Stato con l'inserimento dei giovani nel mercato del lavoro.
Non solo il Vecchio Continente. Anche la Cina della politica del figlio unico ora si trova a fare i conti con l’inverno demografico. Nel 2020 si è svolto nel Paese il censimento nazionale decennale, che ha mostrato come la popolazione sia calata, passando da 1,41 a 1,4 miliardi nel giro di un anno, dal 2019 al 2020. È la prima volta che accade da almeno 60 anni.
Secondo i dati citati dal Messaggero, dal 2010 al 2020 si è registrata la percentuale di crescita della popolazione più bassa dal 1953. Per questo il governo di Pechino sta correndo ai ripari per gestire il crollo delle nascite e l’aumento della popolazione over 65.
Tra le misure in campo c’è quella dell’indebolimento della politica del figlio unico, con programmi di eliminazione delle restrizioni sulla pianificazione familiare che potrebbero già partire in via sperimentale in alcune province, visto che nel 2020 sono nati soltanto 12 milioni di bimbi. Il numero più basso dal 1961, crollato del 22 per cento rispetto al 2019.
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Secondo l’agenzia Agi la legislazione in tal senso potrebbe essere abolita già nel sesto plenum del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese previsto per il prossimo ottobre.
Nel frattempo, c’è anche chi propone un cospicuo premio in denaro per ogni nuovo nato. L’economista cinese Liang Jianzhang, docente all’Università di Pechino e fondatore di Trip.com, il maggior motore di ricerca per i viaggi in Cina, ha calcolato come per riportare il tasso di fecondità del Paese da 1,3 a 2,1 e quindi per tornare a far crescere la popolazione, il governo cinese dovrebbe investire un milione di yuan, l’equivalente di 128mila euro, ogni nuovo nato.
Non si tratterebbe di un assegno staccato ai genitori, ma di un programma che comprenderebbe agevolazioni fiscali, contribuiti per l’acquisto della casa e sostegni in denaro.
La spesa che il governo di Pechino dovrebbe sostenere per avere dieci milioni di nuovi nati in più ogni anno sarebbe pari al 10 per cento del Pil nazionale.
Ma il ritorno economico, secondo l’esperto, ci sarebbe nel giro di qualche anno, grazie all’inserimento dei nuovi nati nel mercato del lavoro, e al contributo che potranno dare per sostenere il sistema sanitario e previdenziale.  
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