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India: Nel Maharashtra segnalata anomala diffusione di mucormicosi, il mortale ‘fungo nero’

© REUTERS / Adnan Abidi Мужчина несет дрова для подготовки погребальных костров во время массовой кремации в крематории в Нью-Дели, Индия
Мужчина несет дрова для подготовки погребальных костров во время массовой кремации в крематории в Нью-Дели, Индия - Sputnik Italia, 1920, 14.05.2021
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Nello Stato indiano del Maharashtra, già il più colpito dalla pandemia COVID-19, è stato segnalato un numero crescente e anomalo di una malattia rarissima e devastante – la mucormicosi, detta anche ‘morbo del fungo nero’.
Nel Maharashtra, lo Stato con capitale Mumbai nel centro-ovest dell’India, che da solo conta quasi il doppio degli abitanti dell’Italia, circa 52 persone sono morte di mucormicosi dall'inizio della pandemia di coronavirus lo scorso anno. Un numero imprecisato sono stati i malati che sono guariti ma sono rimasti grevemente debilitati o mutilati dal terribile ‘fungo nero’.
Le cifre sono state confermate da alti funzionari del dipartimento della salute, dopo che i dati appena raccolti hanno lanciato un nuovo allarme che va a sommarsi alla già drammatica situazione causata dell'epidemia di COVID-19 in questa che è una delle regioni attualmente più colpite al mondo.
Non esistevano dati ufficiali sull’incidenza di questo morbo nel Maharashtra fino a quando un numero crescente di persone guarite dal COVID-19 è poi tornato in ospedale per essere curato per questa seconda ancora più grave infezione.
Un alto funzionario sanitario del dipartimento di stato del Maharashtra ha dichiarato all'agenzia di stampa PTI che solo adesso, per la prima volta, il dipartimento della sanità statale sta compilando un elenco di decessi causati dal fungo nero. Non avendo un confronto con i dati pre-Covid, non può essere determinata con precisione la correlazione statistica tra le due infezioni – Covid/mucormicosi.
Mercoledì, il ministro della salute del Maharashtra, Rajesh Tope, ha affermato che ci sono stati almeno 15.000 casi di fungo nero nello Stato indiano alle prese con la seconda più grave ondata di coronavirus.
"Lo Stato farà un'offerta per procurarsi 100.000 iniezioni di antifungini di amfotericina-B per curare i pazienti con mucormicosi", ha detto Tope.
I pazienti con l'infezione, che ha un tasso di mortalità molto alto e necessita di un trattamento specializzato e interdisciplinare perché il fungo può diffondersi attraverso il naso, gli occhi e può raggiungere il cervello, saranno trattati in reparti separati in 18 centri medici nel Maharashtra.
​Le autorità civiche di Mumbai hanno istituito una task force di medici esperti che decideranno la linea di cura per la malattia. A tutti gli ospedali è stato detto quali misure precauzionali dovranno essere prese per evitare la diffusione del contagio. Il team sarà composto da uno specialista otorinolaringoiatra, un oftalmologo, un microbiologo e un anestesista.
Venerdì, anche il ministro federale della Salute e del benessere familiare, il dottor Harsh Vardhan, ha espresso preoccupazione per la necessità di una diagnosi precoce del fungo nero al tempo del COVID-19.

​La mucormicosi

La mucormicosi è una rara infezione fungina che colpisce soprattutto le persone con livelli di immunità relativamente bassi. La malattia è caratterizzata da un'ifa che cresce dentro e attorno ai vasi sanguigni, cioè filamenti che crescono e si diramano facendosi spazio tra i tessuti a partire da un’infezione in genere rinocerebrale. I sintomi derivano dalle lesioni necrotiche invasive nel naso e nel palato causate dalla crescita e diffusione dell’ifa. Dolore, febbre, cellulite orbitaria, proptosi, e secrezione nasale purulenta sono i sintomi primari. Possono seguire sintomi del sistema nervoso centrale. L’ifa può svilupparsi anche nei polmoni causando tosse produttiva, febbre elevata e dispnea e/o giungere al cervello, con decorso in questo caso quasi sempre mortale. Un'infezione disseminata può verificarsi in pazienti gravemente immunocompromessi. La diagnosi può essere confermata solo dall'esame istopatologico e dall'esame colturale. Nei casi avanzati, tale infezione, anche se trattata aggressivamente con la chirurgia invasiva per rimuovere il tessuto necrotico, ha tassi di mortalità comunque elevati. In letteratura si registrano svariati casi di soggetti salvati dalla chirurgia ma a costo di asportazioni di occhi, mascella o naso.
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