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Giro di vite sul "pezzotto": oscurati 1,5 milioni di abbonamenti abusivi

Hacker al lavoro - Sputnik Italia, 1920, 14.05.2021
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L'operazione della polizia postale ha portato all'iscrizione di 45 persone nel registro degli indagati con l'accusa di associazione a delinquere e frode informatica e allo smantellamento di una delle centrali che diffondeva il segnale captato illegalmente dalle principali piattaforme tv a pagamento.
Nuova stretta della polizia postale sul “pezzotto”, il dispositivo illegale che consente, tramite una banale connessione ad internet, di vedere in chiaro le principali piattaforme a pagamento.
Il blitz della polizia ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 45 persone, all’oscuramento degli abbonamenti abusivi di 1,5 milioni di utenti italiani, l’80 per cento del flusso illegale di Iptv nel nostro Paese, e al sequestro di server e altro materiale informatico.
A Messina è stata scoperta una delle centrali dell’organizzazione, che gestisce un business illegale da diversi milioni di euro. È stata, secondo quanto si legge su Rai News 24, la procura distrettuale di Catania a coordinare le indagini che hanno portato alla scoperta della “complessa infrastruttura tecnologica operante” che tramite diversi siti web diffondeva illegalmente il segnale captato delle pay tv in tutta Italia. Successivamente, con la collaborazione della Polizia Postale, sono state individuate anche le basi da dove partiva il segnale pirata.
Le persone arrestate facevano parte di una vera e propria organizzazione criminale piramidale. Il meccanismo, infatti, parte dai vertici, che acquistano i contenuti a pagamento dalle principale piattaforme. Successivamente, attraverso una complessa organizzazione, vengono trasformati in dati informatici trasmessi via web ai “clienti”.
Alla base ci sono proprio gli utenti finali che stipulano gli “abbonamenti”, pubblicizzati tramite app di messaggistica, come Telegram.
Gli indagati dovranno rispondere di “associazione a delinquere finalizzato alla commissione dei delitti di accesso abusivo a sistema informatico protetto da misure di sicurezza, di frode informatica aggravata dall'ingente danno arrecato e di abusiva riproduzione e diffusione a mezzo Internet di opere protette dal diritto di autore e opere dell'ingegno”.
Durante le perquisizioni a casa di alcuni dei fermati sono state trovate anche decine di migliaia di euro in contanti, frutto probabilmente proprio dei traffici illeciti del gruppo.
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