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Europei detenuti nel Regno Unito, Londra ora annuncia linee guida "più soft"

© AP Photo / Sang TanAirplanes are seen London's Gatwick airport
Airplanes are seen London's Gatwick airport - Sputnik Italia, 1920, 14.05.2021
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Dopo le polemiche sul trattamento riservato dalle guardie di frontiera britanniche ai cittadini europei sprovvisti del visto per motivi di lavoro il governo annuncia nuove "linee guida più soft".
La polizia di frontiera non procederà più alla detenzione nei centri di reclusione per i migranti dei cittadini europei sprovvisti del visto per motivi lavorativi.
Lo ha annunciato nel pomeriggio di venerdì il governo britannico, dopo le pressioni della diplomazia europea e degli Stati coinvolti nella vicenda. Downing Street, secondo quanto riferisce l’Ansa, avrebbe annunciato di voler adottare nuove linee guida “più soft” per i cittadini europei che arrivano nel Regno Unito per sostenere colloqui di lavoro.
Nelle scorse settimane erano emersi diversi casi di detenzioni arbitrarie da parte delle guardie di frontiera britanniche, ai danni di cittadini italiani, francesi, tedeschi, spagnoli, greci, romeni e bulgari, atterrati nei principali aeroporti del Regno Unito sprovvisti del lasciapassare per motivi di lavoro.
Il sito d’informazione Politico.eu per primo aveva parlato di almeno 30 casi di passeggeri sbarcati e rinchiusi fino a sette giorni consecutivi nei centri per migranti, spesso senza poter ricevere alcuna assistenza consolare né legale, subendo il sequestro di documenti e telefoni cellulari.  
Nei giorni scorsi anche Repubblica aveva raccolto la testimonianza di una 24enne pugliese, Marta Lomartire, detenuta in uno dei centri di detenzione per i migranti del governo britannico, che aveva raccontato di aver vissuto un’esperienza “da incubo”. Assieme  a lei altri giovani, italiani e non, “disperati”, “umiliati e sotto choc”.
The arrivals hall at Terminal 2 of London's Heathrow Airport - Sputnik Italia, 1920, 08.05.2021
Brexit, atterrano senza visto per lavoro: almeno 30 cittadini UE detenuti a Londra
Ieri un’inchiesta pubblicata su The Guardian ha aggiunto nuovi particolari inquietanti, parlando di almeno una dozzina di casi di detenzione in sole 48 ore registrati la scorsa settimana. Il quotidiano britannico ha intervistato due ragazze spagnole. La prima condotta allo Yarl's Wood Immigration Removal Centre del Bedfordshire dopo che gli agenti di frontiera le avevano impedito di imbarcarsi su un volo di ritorno per la Spagna pagato a sue spese.
Nel centro si è trovata totalmente isolata, privata degli effetti personali ed esposta anche al rischio Covid, visto che nella struttura c’erano diversi casi. La seconda è stata rinchiusa in una stanza per 24 ore e poi rimpatriata.
Ma questi sono solo alcuni dei casi che si verificano da settimane, nonostante il nuovo regolamento britannico sull’immigrazione preveda che si possa entrare nel Paese senza bisogno del visto per sostenere un colloquio di lavoro.
A Bruxelles un gruppo di deputati europei aveva invitato la presidente della Commissione Ue, Ursula Von Der Leyen, a protestare per il mancato rispetto degli accordi sulla Brexit, mentre in Italia il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, ha convocato, come si legge su Repubblica, l’ambasciatrice britannica, Jill Morris, alla Farnesina, attivando anche l’ambasciata italiana a Londra che aveva protestato per le restrizioni imposte ai nostri concittadini.
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