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Vaccini COVID, Aifa: "Seconda dose decisa dagli enti regolatori"

© Ministero della SaluteSomministrazione dei vaccini in Italia
Somministrazione dei vaccini in Italia - Sputnik Italia, 1920, 13.05.2021
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L'intervento del presidente dell’Agenzia italiana del farmaco Giorgio Palù a Sky TG24 sulla questione del prolungamento dei tempi di richiamo a 42 giorni invece di 21, come indicato sul bugiardino del vaccino.
Il presidente Palù è intervento per chiarire la recente questione dello spostamento del richiamo per l'inoculazione della seconda dose del vaccino anto-Covid, che passerebbe dai 21 giorni iniziali a 42.
"Non sono le industrie farmaceutiche a dettare le regole ma gli enti regolatori, e gli studi hanno mostrato che protrarre la dose fino al 42o giorno mantiene l’efficacia della protezione dalla malattia", ha spiegato Palù. "Con un semplice ritardo di 2-3 settimane possiamo coprire 3 milioni di persone a rischio".
Palù ha continuato ribadendo che tale indicazione non era un semplice suggerimento dell'ente, bensì una decisione presa dall'EMA stessa e indicata sul bugiardino del vaccino sulla base degli studi e osservazioni dei risultati effettuati sul campo.
Si è osservato infatti, che le somministrazioni in alcuni paesi hanno dimostrato "che spostando la seconda dose fino a 42 giorni, la protezione dalla malattia resta alta (fino al 70%), e viene mantenuta la capacità degli anticorpi di riconoscere il virus", rassicurando coloro in attesa di ricevere la seconda dose dopo un periodo d'attesa più lungo di quanto inizialmente anticipato.
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