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Pubblicata lettera ignota di Einstein su iper-sensi degli animali

© Foto : Orren Jack Turner (public domain)Albert Einstein
Albert Einstein  - Sputnik Italia, 1920, 13.05.2021
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La lettera è un'ennesima prova di quanto profonda fosse la conoscenza delle scienze e della fisica di Einstein, avanzando teorie che sono state realmente comprese soltanto a distanza di oltre 70 anni e implementate oggi in tecniche moderne.
Il Journal of Comparative Physiology A ha pubblicato una lettera precedentemente sconosciuta di Albert Einstein, in cui egli discute della presenza nelle api e negli uccelli di 'sensi speciali' che permettono loro di orientarsi in volo. Nella lettera, lo scienziato prevede l'imminente emergere nella scienza di nuove direzioni basate sullo studio dei sensi animali.
La lettera fu scritta nel 1949 e indirizzata all'ingegnere inglese Glyn Davis, coinvolto nello sviluppo dei radar. Nel 2011, la vedoanimaliva dello scienziato, Judith Davis, ha consegnato una copia agli archivi dell'Università Ebraica di Gerusalemme, a cui Einstein ha lasciato in eredità lettere e documenti. Il documento è stato esaminato dagli scienziati della Royal Melbourne University of Technology (RMIT) in Australia.
In esso, il fisico riflette sul fatto che la ricerca sui sensi degli animali può portare a nuove scoperte nella scienza, e scrive anche del suo incontro con l'etologo austriaco premio Nobel Carl von Frisch - uno dei maggiori esperti nello studio dei sensi nelle api.
© Foto : Dyer et al. 2021, J Comp Physiol A / The Hebrew University of JerusalemPubblicata lettera ignota di Einstein su iper-sensi degli animali
Pubblicata lettera ignota di Einstein su iper-sensi degli animali - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2021
Pubblicata lettera ignota di Einstein su iper-sensi degli animali
Recenti scoperte dei meccanismi di navigazione interna degli uccelli migratori confermano le brillanti ipotesi del noto personaggio scientifico.
"Sette decenni dopo che Einstein ha suggerito che la nuova fisica potrebbe essere basata sulla percezione sensoriale degli animali, stiamo assistendo a scoperte che ci hanno spinto a comprendere la navigazione e i principi fondamentali della fisica", ha detto in un comunicato stampa della RMIT University il professor Adrian Dyer, primo autore della pubblicazione.
Einstein è noto per aver partecipato alla conferenza di von Frisch all'Università di Princeton nell'aprile 1949, dove presentò il suo studio su come le api si spostano in modo efficiente usando le proprietà polarizzanti della luce diffusa. Il giorno dopo gli scienziati si incontrarono. Sebbene ciò non sia stato ufficialmente documentato, la lettera conferma la loro interazione.
CC0 / Pixabay/Pexels / Le api
Le api - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2021
Le api
Secondo gli autori dell'articolo, il messaggio a Glyn Davis mostra l'ampiezza degli interessi scientifici di Einstein e dimostra che era interessato a von Frisch e alle sue ricerche.
"È possibile che uno studio sul comportamento degli uccelli migratori e dei piccioni postali possa un giorno portare alla comprensione di alcuni processi fisici che non sono ancora noti", scrive il fisico.
"Dopo più di 70 anni, sappiamo che l'ipotesi di Einstein era corretta", hanno osservato gli autori dell'articolo. "Le prove moderne suggeriscono che gli uccelli possono percepire il campo magnetico terrestre con fotorecettori speciali nei loro occhi, che sono sensibili a piccoli cambiamenti nel campo magnetico del pianeta. È qualcosa che permette loro di percorrere migliaia di miglia senza perdersi".
Nel 2008, studi sui tordi dotati di trasmettitori radio hanno dimostrato per la prima volta che questi uccelli usano una bussola magnetica interna come punto di riferimento principale durante il volo. Anche altri animali, come tartarughe marine, cani e api, dimostrano la capacità di percepire i campi magnetici del pianeta. Tuttavia, i meccanismi con cui gli animali percepiscono la luce o il campo magnetico terrestre non sono gli stessi per tutte le specie. Le api, ad esempio, sentono il campo magnetico con recettori situati nella cavità addominale, mentre uccelli e cani possono sentire attraverso fotorecettori speciali negli occhi chiamati criptocromi.
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