Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Magia del qualunquismo: Nascono pochi bambini? In Cina c’è lo Stato, da noi c’è Saviano

© Foto : PixabayCicogna - Immagine metaforica
Cicogna - Immagine metaforica - Sputnik Italia, 1920, 13.05.2021
Seguici su
E alla fine sia Italia che Cina si sono accorte che il tasso di natalità è troppo basso e nel lungo periodo ci saranno più posti da badanti che giovani. Solo che la Cina ci è arrivata dopo aver introdotto per tanti anni la politica del figlio unico, proprio per abbassare le nascite che erano fin troppe, mentre ora pensa a correggere il tiro. Noi?
E non è solo Saviano, è tutta una mentalità di resa incondizionata che si è formata in parte spontaneamente, in parte è stata alimentata ad arte. Le nascite sono poche, ci stiamo spopolando? Perché lottare, perché investire nella famiglia, studiare incentivi – meglio arrendersi e importare i figli degli altri.
Sono anni che ci stanno dicendo proprio questo.
Martedì Saviano in un editoriale sul Corriere della Sera (per qualche strano motivo lo lasciano pubblicare editoriali ovunque) scriveva testuale: “I migranti sono benedizione e necessità per il crollo delle nascite in Italia”. Cioè la questione dell’immigrazione clandestina, che andrebbe analizzata e trattata a sé, viene messa in relazione alla questione della natalità, che anch’essa andrebbe affrontata analizzandola e trattandola a sé.

La magia del qualunquismo

Come dire – abbiamo due problemi, li mettiamo insieme, abbiamo una soluzione. Così per magia. Ma se questo è il livello di analisi che abbiamo in Italia, che probabilità di salvezza abbiamo? Seriamente, ci rendiamo conto che stiamo rischiando l’estinzione? Oppure c’è chi se ne rendo conto fin troppo bene e la cosa allora è programmata?
Ma investire in asili, servizi per le mamme, incentivi per le famiglie no? Costerebbe troppo? Costa meno accogliere flussi incontrollati di migranti irregolari (sottolineo irregolari), che entrano non si sa da dove e come, nutrirli, accudirli, inserirli, sperare che assumano le nostre leggi, i nostri valori, e che veramente siano impazienti di lavorare un giorno per noi e pagarci entusiasticamente le pensioni?

Meno TFT ma più ‘gender’

Poi si potrebbe aprire anche una parentesi sulla questione ‘gender’. Certo, mamma santissima, con questa breve introduzione mi sono già preso del ‘razzista’ dai ben pensanti di turno che per sbaglio avranno letto le prime righe, adesso mi beccherò l’accusa di ‘omofobo’. Però signori, la matematica quella è.
Il tasso di nascita per donna, detto anche Tasso di Fecondità Totale in demografia (TFT), è fissato dalla matematica intorno ai 2 figli. Due bambini devono nascere in media da ogni donna per sostituire i genitori quando se ne andranno. Uno per sé l’altro per l’uomo, che ancora non ha capito come riprodursi da solo.
Ecco, già adesso in Italia siamo ad un tragicomico 1,3 figli per donna, forse anche un po’ meno secondo gli ultimi dati. Un tasso da estinzione. All’aumentare delle coppie gay, che Dio le benedica per carità, è comunque un fatto che le coppie etero dovranno darsi ancora più da fare. Ma figuriamoci se all’ordine del giorno a qualcuno venisse in mente di mettere la parola ‘famiglia’ piuttosto della parola ‘gender’.

Intanto in Cina

Certo, molti storceranno il naso – prendere esempio dalla Cina o da chiunque altri, noi occidentali, con questa spocchia di superiorità che abbiamo? Figurarsi. E invece bisogna imparare a osservare gli altri non solo per criticarli, ma anche per prendere spunti e ispirazione ogni tanto.
Dopo la famosa ‘Politica del Figlio Unico’ introdotta ufficialmente da Deng Xiaoping nel 1979 per ridurre la fin troppo esuberante crescita demografica del Paese, dottrina inizialmente piuttosto rigida con veri e propri divieti, per poi man mano ammorbidirsi negli anni ’90 riducendosi a semplici sanzioni pecuniarie, poi disincentivi, infine essere del tutto abolita dalla Corte Suprema cinese nel 2013, oggi il Governo di Pechino rifà i conti e capisce che bisognerebbe invertire la rotta.
Infatti, se negli anni ’60, prima della ‘Politica del Figlio Unico’, il TFT in Cina era arrivato a superare i 6 figli per donna, dopo, negli anni ’80, era già sceso intorno ai 2 e mezzo, per poi abbassarsi sotto la quota di equilibrio negli anni ’90.
Gli ultimi dati statistici sono controversi, secondo alcune fonti il TFT in Cina attualmente si aggirerebbe intorno all’1,6 figli per donna, secondo altre sarebbe sceso addirittura ai livelli italiani, 1,3.
Quello che è certo è che si trova ben al di sotto della norma dei 2 figli a donna che serve per mantenere l’equilibrio. Questo significa che:
  1. La popolazione diminuisce
  2. Invecchia
La diminuzione di per sé non è un problema, meno siamo, più risorse restano a disposizione, cinico come la matematica. L’invecchiamento invece sì è un problema. Perché la forza lavoro deve essere sempre maggiore di quella a riposo. Per ovvie ragioni che accomunano noi, i cinesi e tutti gli altri.

Però in Cina c’è lo Stato

Però in Cina non c’è Saviano. Peccato, diranno molti, facendo riferimento alla libertà di parola. Però in Italia non c’è lo Stato, potrebbero replicare altri facendo riferimento al fatto che con le chiacchiere non si risolvono i problemi.
Infatti il Governo a Pechino ci sta studiato sopra. Magari a qualcuno sarà pure venuto in mente di lasciar entrare profughi o disperati da Bangla Desh, o Indocina, ma poi, guarda caso, la linea prevalente sembra essere quella che ritiene cosa più logica investire piuttosto in incentivi per la famiglia se proprio si volesse dare una spinta alla demografia del Paese. Come negli anni ’80 c’erano i disincentivi, e hanno funzionato, ora potrebbe essere il momento degli incentivi, sostengono alcuni.
Ed è così che sta prendendo piede la proposta del professor Liang Jianzhang, docente della Scuola di Economia della prestigiosa Università di Pechino che per ‘incentivi’ non intende un “bravi” e pacca sula spalla, ma contributi sotto forma di sgravi fiscali, sussidi per la casa, servizi e finanziamenti anche in contanti per un valore complessivo di un milione di yuan a famiglia per ogni nuovo nato. Cioè circa 128 mila euro al cambio attuale. Secondo il professore una cifra inferiore non sarebbe nemmeno sufficiente ad invogliare le coppie ad avere un secondo o terzo figlio.

Il Plenum andrà in questa direzione?

Il sesto plenum del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese che si terrà ad ottobre, adotterà già una misura del genere?
Probabilmente no, con una crescita del PIL del 2,3% avuta nel 2020 mentre tutti gli altri affogavano nella pandemia, e un +6,5% di rimbalzo già nell’ultimo trimestre dell’anno scorso, per non parlare del pazzesco +18,3% nel primo trimestre di quest’anno, se raffrontato allo stesso trimestre 2020, il Partito potrebbe ritenere prematuro fasciarsi troppo presto la testa.

TFT a parte, a che servono gli immigrati clandestini quando poi avere tutti i regolari che vuoi?

In ogni caso, se proprio in Cina dovessero avere bisogno di lavoratori provenienti da fuori per coprire il fabbisogno, con una crescita del genere, potranno sempre accoglierne.
Se serve lavoro, offri lavoro e arrivano i lavoratori. Li metti in regola, questi pagano i contributi, piano piano si inseriscono, poi ricevono i permessi di soggiorno, poi magari anche la cittadinanza. Funziona così, quando c’è un sistema, uno Stato.
Quando invece regnano la confusione e le chiacchiere si crede che funzioni al contrario – prima fai entrare, poi in maniera olistica per qualche strano motivo si risolvono sia i problemi demografici, che quelli sociali, e umanitari. E tutti vivranno felici e contenti, in queste periferie dove splende sempre l’arcobaleno e tutti sono ben integrati e affiatati, grazie ai nostri intellettuali che trovano sempre le soluzioni giuste e ai nostri mezzi di informazione che danno voce al loro genio.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала