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Israele-Gaza: è guerra e la popolazione da entrambi i lati del fronte teme il peggio

© AFP 2021 / Mohammed AbedUna strada colpita da un razzo a Gaza
Una strada colpita da un razzo a Gaza - Sputnik Italia, 1920, 13.05.2021
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La tensione fra Israele e Gaza sale alle stelle: piovono razzi sulle città israeliane lanciati da Hamas, aumenta il bilancio dei morti palestinesi nella Striscia, fra cui numerosi bambini. I civili, da entrambi i lati del fronte, vivono ore di paura e temono il peggio. È guerra.
Questa mattina le città israeliane al confine con la Striscia di Gaza sono nuovamente sotto attacco dei razzi di Hamas. I razzi di Gaza hanno raggiunto anche il nord dello Stato ebraico dove hanno suonato le sirene. Allarme anche a Tel Aviv dove gli abitanti hanno dovuto cercare riparo nei rifugi.
È salito a 72 vittime, fra cui 17 minori, il bilancio dei morti palestinesi provocati dai raid israeliani sulla Striscia, lo riferisce il ministero della Salute di Gaza. Mentre fra la popolazione, da entrambi i lati del conflitto, cresce la paura il comando meridionale delle forze armate israeliane si prepara a presentare al comando generale dell’esercito un piano per l’invasione da terra della Striscia di Gaza. Come sempre, le prime vittime del conflitto sono i bambini, che muoiono sotto i razzi e soffrono il terrore della guerra. Per fare il punto della situazione Sputnik Italia ha raggiunto Michele Giorgio, che vive e lavora come corrispondente per Il Manifesto a Gerusalemme.
— Michele Giorgio, dove si trova in questo momento?
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— Vi parlo da Gerusalemme, la città dove vivo e lavoro abitualmente come corrispondente de Il Manifesto. Noi giornalisti siamo in attesa di capire se si potrà entrare nella Striscia di Gaza, al momento il valico di Erez per i giornalisti è chiuso. Tutta la situazione attorno a Gaza è particolarmente tesa e difficile per il conflitto in atto.
— Qual è la situazione in Israele?
— Per ciò che riguarda le immagini da Gaza ci stiamo affidando al materiale che gira sui social e che viene rilanciato dai palestinesi che si trovano lì. Purtroppo le immagini che abbiamo visto in questi ultimi giorni sono particolarmente drammatiche. Nella giornata di ieri c’è stato un bombardamento israeliano violentissimo come non accadeva da molti anni, il bombardamento non ha provocato un numero alto di vittime per fortuna, anche se gli israeliani dicono di aver ucciso alcuni comandanti militari del movimento islamico Hamas. Altri militanti di Hamas e della jihad islamica sono stati uccisi in un’auto, forse colpiti da un drone.
Dobbiamo segnalare d’altra parte che da Gaza hanno sparato un missile anticarro contro un’auto israeliana, la quale transitava nei pressi della Striscia e uno dei due passeggeri è morto. Hamas e altre organizzazioni palestinesi hanno lanciato centinaia di razzi nel territorio israeliano inclusa l’area di Tel Aviv e contro Be'er Sheva. I razzi hanno fatto diversi morti ad Ashkelon e a Lod, città che stava vivendo dei momenti drammatici di scontri fra abitanti ebrei e palestinesi i quali per ore si sono affrontati nelle strade: ci sono stati gravi danni alle auto, edifici dati alle fiamme.
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Le autorità israeliane hanno dovuto proclamare lo stato d’emergenza. Gli scontri nelle città miste si sono ripetuti anche a San Giovanni d’Acri, a Ramla e ad Haifa. È una spia di un malessere molto forte che sta riemergendo in questo momento di grande tensione causato da Gerusalemme e dagli sfratti dei palestinesi dal quartiere di Sheikh Jarrah. È la causa principale della tensione cominciata già un mese fa fra i fedeli musulmani e la polizia israeliana. Lunedì invece è iniziata l’escalation con lanci di razzi.
— Che cosa dice la gente del posto? Come reagiscono a questa situazione in Israele?
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— Ho contattato diverse persone sia a Gaza sia in Israele. A Gaza c’è tantissima paura in questo momento, tutti hanno capito che la situazione potrebbe evolvere verso una guerra anche di terra, così come è avvenuto nel 2014, anche se Israele per il momento cerca di smentire questa possibilità. Israele vuole continuare i bombardamenti, il premier Netanyahu ha detto che i bombardamenti saranno sempre più intensi per dare un colpo molto duro ad Hamas e Jihad. La trattativa che hanno avviato gli egiziani stenta a partire, un cessate il fuoco è lontano.
La gente ha paura, girano sui social immagini da Gaza terribili di esplosioni, soccorritori avvolti dalla polvere che cercano di aiutare le vittime. Si vedono distruzioni immense, palazzi ridotti in macerie, quasi in briciole. Due torri sono state sbriciolate completamente, fortunatamente le famiglie che vi abitavano sono riuscite a scappare, ma stiamo parlando di centinaia di persone senza una casa. Si ripropone il problema dei civili che perdono i propri averi.
In Israele, anche se il problema è diverso, dobbiamo considerare che c’è un’ansia continua, soprattutto nell’aria che va da Ashkelon verso il Negev, dove si trovano i centri presi di mira dai razzi che nella gran parte dei casi non fanno danni, ma abbiamo visto che colpiscono anche obiettivi civili: due donne sono state uccise ad Ashkelon, si sono registrate diverse vittime civili a Lod. Le scuole in una parte del Paese rimangono chiuse ovviamente, le attività produttive si fermano, anche i trasporti. Tutti sono pronti ad entrare nei rifugi nel timore che possano essere lanciati altri razzi.
— L’allerta quindi è massima e la gente è pronta al peggio?
— Certo, i rifugi sono stati aperti già lunedì in Israele, la popolazione vive accanto ai rifugi, sia quelli personali nelle abitazioni sia quelli pubblici. Quando scatta la sirena tutti si precipitano nei rifugi, una delle vittime, la donna di Rishon LeZion è stata uccisa dal razzo perché non ha fatto in tempo a ripararsi in un rifugio.
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Parliamo di rifugi che non hanno i palestinesi di Gaza, quando ci sono gli attacchi aerei non possono che rimanere all’interno delle loro abitazioni. Bisogna tenere conto che quando viene colpito un edificio i danni poi si riverberano tutto intorno e non riguardano solo quell’edificio. Un collega di Gaza mi raccontava ieri che la sua abitazione non lontana dalle due torri completamente distrutte ha subito danni gravissimi. Lui dovrà rifare tutte le finestre, due stanze, la casa è in pessime condizioni.
— Come reagiscono gli abitanti più fragili e i bambini a questa escalation?
— Ovviamente molte scuole sono rimaste chiuse per ragioni di sicurezza, su entrambi i lati del fronte le prime vittime sono i bambini. Dalle immagini che arrivavano da Gaza e anche qui a Gerusalemme vediamo che tutti i bambini sono molto spaventati, perché vivono in un clima di forte tensione. Ci sono esplosioni che avvengono a poche decine di metri dalle loro abitazioni, quindi c’è paura e si ritorna a parlare di trauma per tutti questi bambini e ragazzi.
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