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Cento milioni per la scuola 2.0, l'Anp: "Bene gli stanziamenti, ma serve un piano di sviluppo"

© Sputnik . Evgeny UtkinManifestazioni in tutta Italia per chiedere il ritorno di bambini e ragazzi alla scuola in presenza
Manifestazioni in tutta Italia per chiedere il ritorno di bambini e ragazzi alla scuola in presenza - Sputnik Italia, 1920, 13.05.2021
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Il piano del governo per la digitalizzazione della scuola prevede lo stanziamento di cento milioni di euro per l'acquisto di strumenti e per la formazione dei docenti. Il presidente dell'Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli, a Sputnik Italia: "Serve un piano integrato di sviluppo che porti al superamento delle differenze”.
La didattica a distanza ha messo a nudo le difficoltà tecnologiche di tantissimi istituti italiani. La conseguenza, in molti casi, è stata quella di creare squilibri e disparità, che spesso si sono tradotte in un abbassamento del rendimento, se non nell’emarginazione, per molti studenti.
L’obiettivo del governo è ripartire da qui per costruire la nuova scuola 2.0. Il piano è ambizioso: 100 milioni di euro per creare nuovi laboratori, acquistare strumenti per le discipline scientifiche e formare i docenti all’uso di metodi e tecniche didattiche innovative.
Le risorse, come riferisce l’agenzia di stampa Agi, sono state stanziate in larga parte in un decreto firmato dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, ma anche attraverso una serie di bandi per la formazione del personale scolastico. Ad essere privilegiate saranno proprio le realtà più fragili. Quelle più penalizzate dalla rivoluzione imposta dalla pandemia in questi mesi.
L’obiettivo, ha spiegato il ministro, è quello di “accrescere le competenze digitali di studentesse e studenti” e “disegnare la nostra scuola oltre la pandemia”. Una scuola dove, secondo il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi (Anp), Antonello Giannelli, “i gap, digitali e non solo, esistevano anche prima della pandemia”.
“L’ultimo anno – spiega a Sputnik Italia - ha posto in evidenza i divari tecnologici che in molti casi si vanno a sommare a quelli sociali e formativi”. “Gli stanziamenti – precisa - sono sempre ben accetti, l’importante è che ci sia un piano integrato di sviluppo che porti al superamento delle differenze”.
Sarà fondamentale, quindi, cercare di non sprecare queste risorse, anche per cercare di recuperare il gap che si è creato con la pandemia. “Quest’anno scolastico è stato ovviamente molto difficile sia per gli studenti che per i dirigenti e i docenti”, aggiunge il rappresentante dei presidi delle scuole italiane. “Il prossimo – va avanti - dovrà iniziare con una seria rilevazione delle lacune formative per poter poi programmare, con cognizione di causa, i conseguenti recuperi”.
Via libera, in questo senso, anche al Piano Scuola Estate, anche se, per gli addetti ai lavori, non sarà facile portarlo avanti. “Apprezziamo il fine etico-sociale sotteso dal Piano, soprattutto nei confronti di quei soggetti che, presentando maggiori fragilità, hanno più risentito degli effetti negativi del periodo emergenziale", spiega ancora Giannelli.
"Non possiamo però - conclude - nasconderci le criticità connesse alla realizzazione del Piano la cui organizzazione è affidata in primis ai dirigenti, impegnati intensamente e senza interruzione da oltre un anno”.
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