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Messina, svolta del governo sulle baraccopoli: 100 milioni in arrivo

© hajotthuMessina "Madonna della Lettera" - Forte San Salvatore
Messina Madonna della Lettera - Forte San Salvatore - Sputnik Italia, 1920, 12.05.2021
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Dopo oltre un secolo di emergenza abitativa l'odissea dei residenti della baraccopoli di Messina potrebbe arrivare ad un lieto fine. Entro 10 giorni verrà nominato un commissario straordinario.
Il governo stanzia 100 milioni di euro e nomina entro dieci giorni un commissario straordinario a cui affidare i poteri per il risanamento delle baraccopoli di Messina. A sboccare l'iter è un emendamento al decreto Covid  firmato dalla ministra del Sud, Mara Carfagna, che recepisce il testo della legge speciale che unifica le diverse proposte presentate dai tre deputati messinesi Francesco D'Uva (M5S), Pietro Navarra (PD) e Matilde Siracusano (FI).
Con queste modalità l'esecutivo anticipa i tempi di approvazione della Legge speciale sul Risanamento di Messina, in discussione il 24 maggio e voto il 25 secondo il calendario di Montecitorio, nomina entro dieci giorni il commissario che potrà agire in deroga alle norme ordinarie e stabilisce un anno di tempo per l'attuazione degli interventi necessari all'eliminazione delle baracche, con possibilità di proroga dell'incarico per i successivi due anni
Potrebbe essere lo stesso prefetto di Messina ad assumere l'incarico di commissario per coordinare gli interventi del comune e dell'agenzia del risanamento Arisma.

"RisanaMessina"

Il doppio passo verso lo sbaraccamento è arrivato con l'adozione in commissione Ambiente alla Camera dei deputato del testo unificato RisanaMessina, che accorpa le proposte presentate dai tre schieramenti politici. 
D'Uva si è detto "soddisfatto che nel testo unificato siano state recepite tutte le proposte messe a punto dal MoVimento 5 Stelle". Sulla nomina de commissario ritiene che si debba individuare "un soggetto nelle condizioni di occuparsi a tempo pieno della questione". 
Oggi abbiamo fatto un altro passo avanti per restituire dignità alla situazione abitativa di migliaia di famiglie di Messina. Lavorando in sinergia si va lontano, come dimostra l'iter della proposta di legge che continua a procedere. 
Intanto le notizie che giungono dal Governo lasciano ben sperare perché, in questa fase e data l'urgenza della questione, un intervento governativo rende ancora più veloce la realizzazione dell'iniziativa.
Lo avevamo chiesto in passato e oggi continuiamo a sottolineare l'opportunità di intraprendere questa azione. Così come, allo stato attuale, risulta vantaggiosa la prospettiva di utilizzare le risorse previste dalle linee d'intervento che il PNRR indirizza a progetti come quello del risanamento", scrive in una nota di Facebook. 

La baraccopoli di Messina

Le prime baracche di Messina vennero costruite per dare una casa ai sopravvissuti del catastrofico terremoto del 1908 che provocò oltre 100 mila vittime. Quell'emergenza abitativa anziché essere risolta, si aggravò ulteriormente e con il passare degli anni e nel dopoguerra altri insediamenti di lamiera e amianto vennero costruiti nei quartieri periferici di Giostra, Annunziata, Fondo Fucile, Mangialupi, Tirone, Camaro. 
Il problema riguarda circa 2.300 famiglie che vivono in 86 baraccopoli, esposti a malattie respiratorie dovute all'umidità, alla polvere d'amianto e alle cattive condizioni igieniche. Nessun governo e nessuna amministrazione locale è riuscito in oltre un secolo a trovare una soluzione per il risanamento dell'area e per il diritto alla casa di questi cittadini.  
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