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La denuncia di Legambiente: ogni 100 metri di spiaggia 783 rifiuti, soprattutto plastica

© Sputnik . Sergey Pyatakov / Vai alla galleria fotograficaUn carrello arrugginito su una spiaggia
Un carrello arrugginito su una spiaggia - Sputnik Italia, 1920, 12.05.2021
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L’indagine Beach Litter restituisce una fotografia triste e preoccupante del litorale italiano e dell’inquinamento.
Sono 36.821 i rifiuti trovati e censiti nelle 47 spiagge monitorate da Legambiente in 13 regioni italiane: Abruzzo, Basilicata, Toscana, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia e Veneto.
Su un totale di 176.100 metri quadrati di spiaggia è stata trovata una quantità enorme di immondizia e oggetti usa e getta: ben 783 rifiuti in media ogni 100 metri lineari di spiaggia.
Un dato che, secondo Legambiente, supera di gran lunga il valore soglia stabilito a livello europeo per considerare un litorale in buono stato ambientale:
  • il massimo è 20 rifiuti ogni 100 metri. 
Inoltre la maggior parte dei rifiuti sono di plastica e in due spiagge su tre sono stati rilevati anche mascherine e guanti usati e gettati via.

I rifiuti sulle spiagge

I rifiuti censiti da Legambiente sono di ogni forma e tipo: dalle bottiglie ai contenitori e tappi di plastica, dai mozziconi di sigaretta ai calcinacci e ai frammenti di vetro, per arrivare a dischetti, guanti e mascherine. 
La plastica resta il materiale più trovato dei rifiuti spiaggiati. Su circa un terzo delle spiagge campionate, la percentuale di plastica eguaglia o supera il 90% del totale dei rifiuti monitorati, mentre sul 72% dei lidi monitorati sono stati rinvenuti guanti usa e getta, mascherine o altri oggetti riconducibili all’emergenza sanitaria Covid-19.
In particolare le mascherine sono state rinvenute sul 68% delle spiagge monitorate, i guanti usa e getta sul 26%. Rinvenuti anche quest’anno, in 5 spiagge di Campania, Lazio e Sicilia, i dischetti utilizzati come biofilm carrier nei depuratori.
© Foto : LegambienteIndagine Legambiente Beach Litter
Indagine Legambiente Beach Litter - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2021
Indagine Legambiente Beach Litter

La Direttiva Europea sui SUP

L’indagine ha stabilito che il 42,3% del totale dei rifiuti monitorati è costituito da prodotti usa e getta al centro della direttiva europea, detta anche SUP (Single Use Plastics), di cui Legambiente chiede il recepimento a livello nazionale entro il 3 luglio 2021.
Per i mozziconi di sigaretta, la proposta di direttiva prevede obblighi per i produttori, che contribuiranno a coprire i costi di gestione e bonifica e i costi delle misure di sensibilizzazione. 
Si passa poi alle bottiglie e ai contenitori di plastica (anche i tappi e gli anelli di chiusura): sulle spiagge ne sono stati trovati più di 5.000. Per questi usa e getta è stato proposto l’obiettivo di raccolta del 90% al 2025 e il riciclo di almeno il 90% delle bottiglie per bevande entro il 2029.
La direttiva impone anche l’obbligo di avere il tappo attaccato alla bottiglia per evitare che si disperda.
© Foto : LegambienteIndagine Legambiente Beach litter
Indagine Legambiente Beach litter - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2021
Indagine Legambiente Beach litter
Per le reti e gli attrezzi da pesca e acquacoltura in plastica, la Commissione europea ha proposto la responsabilità per il produttore per i costi di raccolta, dismissione, trasporto e trattamento.
Nell’indagine ne sono stati censiti 2.400 pezzi.
  • Oltre alle bottiglie e ai tappi, la plastica è protagonista anche nei contenitori per alimenti e bevande, come i bicchieri (31% e 46% dei rifiuti da consumo di cibi da asporto).
  • Infine le buste di plastica: nonostante siano state vietate in Italia dal 2013 sono ancora presenti. La proposta di direttiva in questo caso è obbligare i produttori a contribuire alla copertura dei costi di gestione e bonifica dei rifiuti e delle misure di sensibilizzazione.

L’indagine Beach Litter 

Questo studio sul campo rappresenta, secondo Legambiente, una delle più grandi esperienze di citizen science a livello internazionale grazie all’impegno dei volontari e delle volontarie di Legambiente.
Il protocollo utilizzato è sviluppato nell’ambito dell’iniziativa Marine Litter Watch dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, cui diverse associazioni comunicano i dati raccolti, con l’obiettivo di creare uno dei più ampi database sui rifiuti spiaggiati costruiti dai volontari a livello europeo.
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