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Israele, pioggia di razzi su Tel Aviv. Testimonianza diretta di un italiano

© AFP 2021 / ANAS BABAMissili nel cielo di Tel Aviv, 11 maggio 2021
Missili nel cielo di Tel Aviv, 11 maggio 2021 - Sputnik Italia, 1920, 12.05.2021
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Continuano gli scontri fra Israele e Hamas, nella notte dalla Striscia di Gaza sono piovuti razzi anche su Tel Aviv. I razzi che non sono stati intercettati dal sistema israeliano di difesa aereo Iron Dome si sono schiantati provocando danni. Una notte piena di serene che non si sentivano da anni, un minuto e mezzo per raggiungere un rifugio.
I combattimenti fra Israele e i gruppi armati palestinesi della Striscia di Gaza si fanno sempre più intensi: Hamas ha lanciato decine di razzi contro città israeliane prendendo di mira in particolare Askhelon e l’area di Tel Aviv. Israele risponde con attacchi aerei su Gaza. Sale il numero dei morti, fra cui numerosi bambini. Dopo l’allarme della sirena a Tel Aviv gli abitanti hanno un minuto e mezzo per raggiungere il rifugio, chi vive nei pressi della Striscia di Gaza ha solo qualche secondo.
Quello della Striscia di Gaza non è l’unico fronte che Israele si ritrova a dover gestire, all’interno del Paese nelle città misto ebraiche e musulmane, infatti, si registrano casi di violenza contro sinagoghe, ristoranti e case da parte di arabi israeliani. Qual è la situazione attuale a Tel Aviv? Che cosa significa vivere sotto le bombe? Sputnik Italia ha raggiunto in esclusiva Roberto Della Rocca, medico veterinario, vice presidente della Camera di Commercio e Industria Israel-Italia, membro della direzione del partito Meretz, partito politico israeliano di sinistra, di ispirazione laica, sionista e socialdemocratica.
— Roberto Della Rocca, da quanto tempo vive in Israele?
— Vivo in Israele dal 12 febbraio 1979, cioè da 42 anni.
— Come sta vivendo queste ultime ore cariche di tensione?
— Sono un po’ fuori dal normale, perché ho vissuto dal ’79 all’86 in un kibbutz al confine con il Libano che era periodicamente bombardato con dei razzi abbastanza rudimentali, ai tempi chiamati Katjusha lanciati dalle OLP. Non c’erano all’epoca sistemi elettronici di preallarme, semplicemente cadevano i razzi e uno doveva trovarsi un rifugio. Lì è cominciata la mia esperienza con i razzi. Negli anni ’90 quando abitavo nel centro di Israele nella città a sud di Tel Aviv che si chiama Rehovot, ho passato lì la prima guerra del Golfo con i razzi Scud che venivano dall’Iraq, razzi che sono caduti non lontano da noi. Nel 2001 sono cominciati ad arrivare razzi abbastanza rudimentali dalla Striscia di Gaza, che non riuscivano ad arrivare a Rehovot. Ad ottobre sono passato ad abitare a Tel Aviv, 60 chilometri dalla Striscia di Gaza.
— Qual è la situazione attuale?
— Ieri per la prima volta abbiamo avuto l’esperienza dei razzi che sono arrivati sopra di noi, la quantità di razzi venuti giù in queste ultime 48 ore non è mai stata vista in Israele.
— Che cosa avete provato in queste ultime ore? C’è un allarme prima dell’arrivo dei razzi?
— Sì, all’inizio sentiamo un allarme e da quel momento abbiamo un minuto e mezzo di tempo per metterci al sicuro. Esistono dei radar che identificano in anticipo l’arrivo dei razzi che calcolano immediatamente la loro traiettoria. Parlo dei razzi anti-razzi sviluppati da Israele. Come dicevo a Tel Aviv abbiamo un minuto e mezzo, chi abita intorno alla Striscia di Gaza ha fra i 15 e i 30 secondi. In realtà un minuto e mezzo è quasi un secolo.
An Israeli woman takes cover as siren alarming sounds warning of rocket attacks by Palestinians militants from Gaza Strip in Ashkelon, southern Israel, Monday, July 14, 2014. - Sputnik Italia, 1920, 11.05.2021
Israele bombardato per 10 ore: dura la risposta di Tel Aviv
Ieri notte ad esempio abbiamo sentito l’allarme per quattro volte. Tutte le case israeliane dal 1990 per obbligo devono avere una stanza dai muri corazzati, cioè con dei muri molto spessi, con una finestra dalle lastre di acciaio a scomparsa che si possono chiudere. Siccome abito in un grattacielo che ha tre anni di vita abbiamo una stanza, da dove le sto parlando adesso, che diventa ermetica, è anche antigas, ha dei filtri che si attivano in caso di un attacco col gas nervino. Dovrebbe difendere bene oltre alla maschera che tutti abbiamo in casa.
Viviamo questa realtà: c’è l’allarme, dopo ti alzi e ti chiudi dentro, senti i botti sopra di te, che sono i razzi di solito dell’Iron Dome i quali fanno esplodere in volo i razzi mandati dalla Striscia di Gaza. Arrivano in contemporanea decine di razzi sullo stesso obiettivo, l’Iron Dome non riesce ad intercettarli tutti, quindi alcuni razzi sono caduti provocando dei danni. Parliamo di 8 morti fino a poco tempo fa in Israele e svariate decine di feriti, tutti civili. Molte persone non hanno stanze adeguate di sicurezza nelle loro case.
— Lei ha visto personalmente degli edifici distrutti?
— Non sono andato a cercarli, ma ho visto i danni attraverso la televisione israeliana, hanno mostrato anche un palazzo che si trova non lontano da casa mia che ha ricevuto un razzo in pieno. Abitando in un palazzo nuovo per fortuna le persone erano chiuse nelle stanze corazzate, gli abitanti sono rimasti feriti leggermente, senza quelle stanze sarebbero tutti morti. Parliamo di 500 metri da casa mia.
— Qual è la reazione della gente che conosce? Cosa provano?
— Chi non ha vissuto questa esperienza non può capire tanto, chi abita in Italia o chi sta ascoltando questa nostra intervista. È chiaro che i bambini sono più fragili, specialmente chi non ha avuto un’esperienza del genere, parlo dei bimbi nati e cresciuti a Tel Aviv. L’ultima volta che sono caduti dei razzi qui, fra l’altro caduti in mare, era svariati anni fa. I bambini quindi che hanno 5-6 anni non hanno mai avuto questa esperienza e sono più fragili di altri. Persone come me e persone che conoscono la materia hanno la “pelle di elefante”, come si dice in ebraico, hanno la pelle dura. Si cerca di superare questa situazione nella maniera meno traumatizzante possibile.
Il numero di morti dopo i bombardamenti israeliani contro la Striscia di Gaza è salito a 30, tra cui dieci bambini, e altre 203 persone sono rimaste ferite, ha affermato il ministero della Salute. - Sputnik Italia, 1920, 12.05.2021
L'escalation di violenza tra Israele e Striscia di Gaza: le conseguenze di una pioggia di razzi
Chi abita vicino alla Striscia di Gaza vive sotto i bombardamenti da 20 anni, quindi sono nati e cresciuti in una situazione del genere. Ci sono parecchi casi di trauma e post trauma. Il mio caso è diverso: ho fatto il militare in Israele, ho partecipato nella prima guerra del Libano. Se sono uscito illeso da quelle situazioni presumo che qualche razzo di Hamas sulla mia testa non mi faccia dei danni.
È comunque una situazione straordinaria per gli abitanti di Tel Aviv rispetto a chi abita a sud di Israele. In generale gli israeliani sono un popolo che ha la scorza dura. Sono abituati alle guerre e a vivere in una situazione di precarietà. L’ultima volta che sono caduti dei razzi a Tel Aviv era estate, la gente stava in spiaggia, il razzo è caduto in mare, c’è stato l’allarme, la gente si è stesa con le mani sulla testa, appena è caduto il razzo la gente si è rialzata e ha continuato a fare ciò che faceva, nuotare o giocare con i racchettoni.
— Ha dei parenti in Italia?
— Ho tutta la mia famiglia in Italia, mia madre, mio fratello e i miei cugini e i miei zii. Anche mia moglie è italiana.
— Come stanno vivendo loro questa situazione in base alle notizie che leggono sui giornali? Che messaggi ha ricevuto?
— In maniera paradossale oserei dire che è ancora più difficile per loro che per noi. Loro sono lontani e non percepiscono ciò che vediamo noi, non possono capire veramente che cosa stiamo vivendo. In questi casi le persone reagiscono in un’altra maniera. Abbiamo avuto tantissime telefonate, messaggi di appoggio e di preoccupazione. È chiaro che Israele è un Paese piccolo, è grande quanto il Lazio, però è un po’ più lungo, fra una città e l’altra non ci sono tanti spazi verdi. Se cade un razzo in una città vicina a noi tutti sono preoccupati e ci chiedono come stiamo.
— Cosa vorrebbe dire in conclusione?
— Siamo abituati a queste situazioni, si tratta di crisi periodiche, ogni due anni c’è una crisi media come quella di oggi, ogni 5-6 anni c’è proprio un’operazione di guerra. Questa non è l’ultima crisi che dovremo sopportare. Le problematiche sono politiche. Hamas è un’organizzazione islamica fondamentalista che non riconosce ad Israele il diritto a vivere. Se Hamas fosse stato lungimirante avrebbe investito i miliardi di euro che hanno ricevuto dalla comunità internazionale in infrastrutture, avrebbe pensato al welfare degli abitanti della Striscia di Gaza che sono 2 milioni. Hamas invece ha deciso di investire in tunnel e nella produzione di razzi. Con la Striscia di Gaza non vedo delle soluzioni possibili.
Acrobati in maschera sulla spiaggia di Tel Aviv - Sputnik Italia, 1920, 07.03.2021
Covid, Israele verso il ritorno alla normalità: ristoranti e bar riaperti per i vaccinati
È chiaro che la questione palestinese non è solo la Striscia di Gaza, speriamo che il nuovo governo che deve iniziare a lavorar e fra un mese riuscirà a fare qualcosa nel campo. Non sono molto ottimista perché è un governo di unità nazionale dove ci sono partiti di destra e di sinistra, di cui io faccio parte. Il governo si occuperà della situazione legata al Covid, che noi abbiamo risolto con una grande campagna vaccinale. Rimane però il Covid economico, una crisi economica molto profonda come in tutto il mondo. Non so se questo governo riuscirà a risolvere la questione palestinese. Oltre alla Striscia di Gaza stiamo gestendo problemi interni nelle città misto ebraiche e musulmane come Lod, Ramla, San Giovanni d’Acri e Haifa. Qui si registrano atti di vandalismo: arabi israeliani hanno bruciato sinagoghe, macchine di ebrei, bruciato alberghi e ristoranti di proprietà ebraica. È una cosa che non succedeva da molto tempo. Bisogna capire perché è successo e impedire che succeda un’altra volta.
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