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I soldi finiscono in Cina: perché?

© AFP 2021 / STRBanconote yuan
Banconote yuan - Sputnik Italia, 1920, 12.05.2021
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Quando è emerso che nell’annus horribilis 2020 la Cina si è imposta come la prima nazione per afflusso di investimenti stranieri diretti, è aumentato l’interesse circa il fenomeno. Quest’ultimo non solo sta continuando, ma lo sta facendo anche a tempi record.
Ad esempio, nel primo trimestre del 2020 gli investimenti stranieri diretti hanno registrato un aumento del 39,9% attestandosi a 46,74 miliardi di dollari.
E questo sebbene l’anno scorso gli investitori non si siano affrettati particolarmente ad allocare risorse: si pensi che un tasso così basso di capitali investiti non si registrava a livello globale dal 1999. Ma il quadro è questo e la Cina se la passa bene perché ha a disposizione sempre più denaro da impiegare.
Stiamo parlando, lo ricordiamo, non tanto delle risorse che vengono tradate sui mercati finanziari a una elevata velocità, quanto piuttosto dei fondi investiti in progetti concreti e di lungo periodo. Dunque, si tratta di denaro che resta nel Paese per molto tempo. In base alla movimentazione di questi capitali è possibile prevedere l’andamento futuro dell’economia e, di pari passo della politica globale, nei prossimi anni.
Dollari - Sputnik Italia, 1920, 26.01.2021
La Cina supera gli Stati Uniti come principale destinazione degli investimenti esteri
Proviamo ora ad analizzare in quali settori dell’economia cinese pare più vantaggioso investire. Tra i meno evidenti figura, ad esempio, l’agricoltura. Si ricordi che quest’inverno Pechino ha scongiurato la “povertà estrema” in quei villaggi isolati che fino ad oggi non avevano interessato nessuno. Questo traguardo è stato conseguito poiché ai contadini sono stati assicurati semi e altre materie prime e al contempo sono stati forniti loro degli sbocchi per la vendita dei loro prodotti sui mercati.
Di fatto i traguardi che consentono di garantire la commercializzazione dei prodotti di questi villaggi sono di natura tecnologica e fanno in modo che affluisca più denaro in queste aree creando così un nuovo sotto-comparto economico che gode di una elevata domanda.
Questo non è di certo un ambito particolarmente efficacia per l’impiego degli investimenti diretti perché si tratta di collocamenti di lieve entità. Tuttavia, pare che ormai siano passati i tempi in cui si puntava soltanto sull’edificazione di enormi stabilimenti del valore di miliardi di dollari. Infatti, anche le centinaia di piccole imprese di impacchettamento e lavorazione dei prodotti agricoli rappresentano un buon affare.
A Long March 5B rocket, carrying China's Tianhe space station core module, lifts off from the Wenchang Space Launch Center in southern China's Hainan province on April 29, 2021.  - Sputnik Italia, 1920, 07.05.2021
Razzo cinese fuori controllo, capo del Pentagono rivela se USA lo abbatteranno
Chiaramente persistono aree in cui le enormi super-fabbriche continuano a farla da padrone. Un esempio di questi settori è l’aerospaziale. Si ricordi che è stata da poco avviata la costruzione della stazione spaziale cinese “Palazzo celeste” che entrerà in servizio poco prima che la ISS concluderà le sue attività nel 2021. Tuttavia, lo spazio richiede molto tempo prima di vedere davvero un nuovo progetto completamente realizzato.
Se desiderate qualcosa di grandioso e sorprendente, dobbiamo tornare sulla Terra. In che modo la Cina ha vinto la pandemia scatenata da un virus che è partito dalla Cina stessa, mentre gli europei, ad esempio, non riescono ancora oggi a rimuovere le misure di quarantena che tanto stanno danneggiando il tessuto socioeconomico dei loro Paesi.
Del resto, in Cina un ruolo importante è stato svolto non tanto dalle misure di quarantena imposte a Wuhan e nei territori circostanti. Invece, è stato introdotto un sistema di codici QR tramite i quali non soltanto veniva tracciata la cronostoria patologica di ogni soggetto, ma venivano anche monitorati i contatti di quest’ultimo con altri cittadini. Nel 2020 questi codici sono stati impiegati 60 miliardi di volte.
Inoltre, è stata creata una struttura chiamata “ospedale virtuale”: un medico qualificato con l’ausilio di videocamere può consultarsi con colleghi e visitare pazienti in qualsiasi punto del Paese. Un sistema unico che rende tecnicamente possibile qualsivoglia operazione basata sulla tecnologia 5G nella quale i cinesi sono leader nel mondo.
Dal punto di vista investimenti questo rappresenta un settore florido: allocare risorse nelle tecnologie sanitarie ed esportarle può essere un ottimo affare.
Nel complesso le ragioni per cui un tale afflusso di capitali è giunto in Cina è da ricondurre proprio alle “tecnologie” proprietarie cinesi. Un anno fa, prima della pandemia, il Paese aveva approvato nuove norme per disciplinare gli investimenti stranieri e aveva definito i comparti economici in cui tali investimenti erano particolarmente incentivati: si trattava proprio dei settori produttivi ad alto valore tecnologico.
Intelligenza Artificiale - Sputnik Italia, 1920, 28.04.2021
La Cina sviluppa una nuova interfaccia cervello-computer e accende la sfida tecnologica con gli USA
La propensione di milioni di cinesi verso le più nuove tecnologie è un fenomeno che si osserva ormai da circa un ventennio. Tuttavia, l’orgoglio nazionale per i successi conseguiti in questo settore si accompagna a un complesso d’inferiorità creato artificialmente. Nello specifico, nella maggior parte delle pubblicazioni statunitensi si parla già da tempo del fatto che la Cina supererà e ha già superato gli USA. Tuttavia, il documento scientifico redatto dall’Accademia cinese delle Scienze e denominato “Mappa delle scienza mondiale 2021” dimostra esattamente l’approccio opposto: ovvero, la Cina considera gli USA ancora il leader del settore e si pone l’obiettivo di superarlo.
Nel documento si legge che gli americani mantengono il loro primato nel settore sanitario, delle biotecnologie, delle scienze sociali, dell’economia, mentre la Cina ha conquistato il primato nelle nanotecnologie, nelle produzioni ingegneristiche, nelle telecomunicazioni e nell’intelligenza artificiale. Il documento trae queste conclusioni sulla base del pluriennale monitoraggio delle pubblicazioni scientifiche più citate, sebbene questo non possa affatto essere l’unico metodo di valutazione del potenziale tecnologico di una nazione.
Tuttavia, una delle conclusioni più evidenti tratte dal documento consiste nel fatto che oggi agli stranieri conviene allocare i propri investimenti diretti nel settore cinese delle produzioni tecnico-scientifiche. Infatti, investire nei leader di settore è in questi casi un affare sicuro, ma investire nel Paese pretendente al primato può portare profitti anche maggiori.
Si ricordi a tal proposito che già negli anni ’80 si suggeriva ai lettori sovietici di prestare attenzione alle esperienze di sviluppo di alcune piccole nazioni asiatiche le quali stavano dimostrando come un piccolo stato potesse rapidamente arricchirsi e progredire tecnologicamente grazie agli investimenti diretti. Oggi è il momento di prestare attenzione a come lo stesso fenomeno potrebbe interessare una nazione enorme che negli anni ’90 ancora non era certa se avrebbe o meno risolto il problema della carestia di massa.
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