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Giovannini: “Mai porti chiusi ai migranti. E sul Ponte di Messina nessun pregiudizio”

© AFP 2021 / Andreas SolaroEnrico Giovannini, nuovo Ministro Infrastrutture e Trasporti
Enrico Giovannini, nuovo Ministro Infrastrutture e Trasporti - Sputnik Italia, 1920, 12.05.2021
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L’opera verrà discussa e potrebbe aiutare a ridurre i gap del Sud insieme all’Alta velocità e agli investimenti sulle ferrovie regionali. Su Alitalia la partita è complessa per il ministro.
Per Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili, che con il suo dicastero è responsabile anche dei porti italiani, “salvare le persone e metterle in sicurezza” resta una priorità e per questo i salvataggi in mare non sono in discussione e sono “la prima cosa da fare”.
In una lunga intervista con il direttore de La Stampa Massimo Giannini, il ministro spiega che per la questione migranti “serve un’azione diplomatica, un coordinamento europeo” e “ci sono chiare norme vigenti, ancora più importanti da rispettare in epoca di Covid”, oltre queste “ci sarà una sintesi politica complessiva, che spetta al presidente Draghi e al governo nella sua collegialità”.

Il Ponte sullo Stretto

Giovannini passa poi a parlare di un altro tema che appassiona il dibattito italiano, il Ponte di Messina.
Su questo fronte, secondo il ministro, ci sono stati diversi cambiamenti che vanno tenuti in considerazione nel valutare il progetto rispetto al passato.
“C’è la novità della linea ferroviaria ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria” c’è una relazione tecnica della commissione istituita al ministero che è stata trasmessa al Parlamento e in cui si scartano i tunnel e si pensa a un ponte a campate.
Su questi dati e senza posizioni ideologiche “ci sarà una discussione tra le forze politiche, in Parlamento e nell’opinione pubblica”, senza pregiudizi.

L’Alta velocità e le linee regionali

Giovannini passa poi a parlare delle diverse linee dell’Alta velocità da completare o da costruire ex novo.
Sulla tratta Torino-Lione non ci sono dubbi sulla parte internazionale, mentre si dovrà discutere per la zona interna del piano.
Il ministro poi sottolinea che “l’alta velocità ha cambiato la vita dei territori in cui è arrivata: per questo è fondamentale che anche al Sud ci sia questa opportunità, con il completamento della linea Salerno-Reggio e con la Napoli-Bari”.
A questi progetti si aggiungono i 25 miliardi di euro per le ferrovie che riguardano anche i collegamenti regionali, “con un potenziamento della flotta dei treni, aumentando le linee elettrificate e, in alcuni casi, sperimentando nuove tecnologie come l’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili”.

Il nodo Alitalia

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Oltre ai cantieri da far partire, la questione Autostrade da chiudere e le regole di semplificazione da approvare, per il ministro c’è anche l’annosa vicenda Alitalia sul tavolo.

“Il governo lavora perché finisca bene, con un vettore nazionale in grado di competere sul mercato e poi eventualmente di fare accordi, nel quadro di un trasporto aereo in profonda crisi”.
E poi c’è il fronte occupazionale, che è “una partita complessa” con professionalità che non devono essere perse.
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