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Escalation nella guerra del pesce: un altro peschereccio italiano attaccato da motopesca turche

© Sputnik . Vladimir Fedorenko / Vai alla galleria fotograficaGente a pesca
Gente a pesca - Sputnik Italia, 1920, 12.05.2021
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Nuovo attacco contro un peschereccio italiano, dopo che ieri un'altra barca della marineria di Mazara del Vallo aveva subito un tentativo di speronamento in acque internazionali al largo di Cipro.
Nuovo atto di pirateria nel Mediterraneo contro un peschereccio della marineria di Mazara del Vallo. Il San Giorgio I è stato accerchiato da motopesca turche durante una battuta di pesca in acque internazionali tra Turchia e Siria.
E' la seconda aggressione in due giorni: ieri era toccato al Michele Giacalone, un altra barca della flotta mazarese. 
Il San Giorgio I aveva deciso di allontanarsi dalle acque di Cipro dopo l'attacco al Giacalone, che era stato preso a sassate dai pescatori turchi durante un tentativo di speronamento. Non è bastato ad evitare un altro atto di pirateria. La conferma dell'episodio arriva dall'armatore Carmelo Gangitano. 
"Anche questa mattina il nostro peschereccio ha subìto un nuovo tentativo di assalto da parte di alcuni motopesca turchi che lo stavano accerchiando, così il comandante Giuseppe Dell’Arno ha deciso di allontanarsi nuovamente", ha spiegato ad Ansa. 
Gli episodi di aggressione nel Mediterraneo sono sempre più frequenti e segnalano una preoccupante escalation nella guerra del pesce, una minaccia per i pescatori siciliani costretti ad allontanarsi dalle coste italiane per poter raggiungere zone più pescose. 
"In tutto il Mediterraneo ci sono alcune zone dove i fondali sono profondi e pescosi per il gambero rosso - spiega l’armatore - come in quel tratto di mare ed alcune zone di fronte la Libia. Se i nostri motopesca arrivano sino a lì è proprio per lavorare, visto che le nostre campagne sono focalizzate solamente sulla pesca del gambero rosso. Per noi rischiare la vita, con le minacce dei sequestri, dei colpi d’arma da fuoco e degli attacchi pirateschi seppur siamo in acque internazionali, è davvero un’assurdità".
© Sputnik . Artur Lebedev / Vai alla galleria fotograficaPescatori scaricano il pescato
Pescatori scaricano il pescato - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2021
Pescatori scaricano il pescato

La guerra del pesce

La pretesa delle autorità libiche di considerare come proprie le acque internazionali ha dato origine alla cosiddetta "guerra del pesce", una minaccia vera e propria minaccia per i pescatori delle marinerie italiane che si spingono nel Canale di Sicilia o in altre aree del Mediterraneo. 
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Nel 2005 la Libia aveva dichiarato, in maniera unilaterale, come proprie le acque che si trovano sino a 74 miglia dalla costa. In seguito, dopo la caduta di Gheddafi e la ripresa dei traffici di esseri umani nel mar Mediterraneo, la zona era stata sovrapposta a quella di Search and Rescue, il cui pattuggliamento è a carico della guardia costiera libica, nelle cui file sono presenti numerosi miliziani.
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