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Inail, nel primo trimestre 2021 più morti sul lavoro ma meno infortuni e malattie professionali

© SputnikUn operaio al lavoro in un mobilificio
Un operaio al lavoro in un mobilificio - Sputnik Italia, 1920, 11.05.2021
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Nella giornata odierna è stato pubblicato il rapporto dell'Inail relativo ai primi tre mesi dell'anno.
Sono 185 le denunce di infortunio con esito mortale presentate all'Inail nei primi tre mesi dell'anno, per un indice in aumento dell'11,4% rispetto allo stesso periodo dell'annata precedente.
I casi crescono in tutte e tre le gestioni assicurative: dell'industria e dei servizi, da 146 a 158 denuncie, dell'agricoltura, da 11 a 16, e del conto Stato, da 9 a 11.
A livello territoriale, si registra un aumento più significativo dei casi di infortunio mortale sul lavoro nelle regioni del Centro (da 23 a 34) e del Sud (da 47 a 58). Meno marcata la curva nel Nord-Ovest (da 45 a 47) e nel Nord-Est (da 34 a 38).
In controtendenza l'andamento delle Isole, dove si registra al contrario un calo dei decessi piuttosto sensibile (da 17 a 8).
Tra le Regioni maggiormente interessate dall'aumento dei casi di infortunio mortale figurano il Lazio (+12), l'Abruzzo (+8), la Lombardia (+6), e la Campania (+5). Al contrario, la maggiore flessione la si ha in Sicilia (-7), in Piemonte e in Puglia (-4).
Per quanto riguarda l'incidenza di genere, si rileva un aumento sia nella componente maschile, con i casi denunciati che sono passati da 155 a 171, sia in quella femminile, dove si passa da 11 a 14.
In crescita le denunce dei lavoratori italiani, passate da 137 a 158, mentre diminuiscono quelle dei lavoratori comunitari (da 10 a 9) ed extracomunitari (da 19 a 18).
A livello anagrafico, infine, emerge un decremento per gli under 40 (-17 decessi), mentre tra gli over 40 si segnalano gli aumenti nelle classi 50-59 anni (da 52 a 70) e 60-69 anni (da 19 a 38).
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In calo gli infortuni sul lavoro

Per quanto riguarda le denunce di infortunio sul lavoro presentate all'Inail nei primi tre mesi dell'anno, si registra un calo dalle 130.905 del primo trimestre 2020 alle 128.671 dello stesso periodo del 2021 (-1,7%).
Una flessione che è dovuta in buona sostanza al decremento degli infortuni in itinere (-23,4%), avvenuti cioè nel corso del tragitto di andata e ritorno tra abitazione e posto di lavoro, con la componente dei casi avvenuti durante il lavoro che invece risulta in crescita da 113.428 a 115.286 (+1,6%).
La decrescita interessa poi la sola componente maschile, che risulta in calo del 5% (da 81.203 a 77.121 denunce), mentre quella femminile denota un incremento del 3,7% (da 49.702 a 51.550). Allo stesso modo, la diminuzione ha interessato solo i lavoratori italiani (-3,2%), al contrario di quelli comunitari (+6,9%) ed extracomunitari (+5,6%).
Dall’analisi anagrafica emerge un calo unicamente tra gli under 20 (-51,3%) e gli over 70 (-11,0%), mentre per le altre fasce di età si riscontrano incrementi generalizzati, in particolare per quelle 30-34 anni (+12,1%) e 55-59 anni (+10,4%).
Interessante notare che uno degli unici settori ad aver fatto registrare un significativo aumento (+75%) dei casi di infortunio avvenuti in occasione del lavoro rispetto al primo trimestre 2020 è quello della 'sanità e assistenza sociale'.
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Diminuiscono anche le denunce di malattia professionale

Nell'ultima sezione del resoconto dell'Inail viene considerato il numero delle denunce di malattia professionale protocollate. In questo senso si registra un calo di circa 500 unità rispetto al primo trimestre 2020 (-3,7%), passando da 14.083 a 13.583.
I decrementi sono stati registrati nell’industria e servizi (in calo del 3,3%, da 11.634 a 11.248 casi), in agricoltura (-4,0%, da 2.303 a 2.210) e nel Conto Stato (-23,8%, da 164 a 125).
A livello territoriale il calo più significativo riguarda il Nord-Ovest (-16,6%) e le Isole (-23,8%), con aumenti minimi nel Nord-Est (+1%), al Centro (+0,9%) e al Sud (+1,9%).
La ripartizione di genere vede un totale di 327 denunce di malattia professionale in meno per gli uomini (-3,2%) e 191 in meno per le donne (-4,9%).
In discesa i protocolli presentati dai lavoratori italiani, passati da 13.088 a 12.576 (-3,9%) così come quelli dei comunitari, scesi da 350 a 320 (-8,6%). In controtendenza il dato degli extracomunitari, in crescita da 663 a 687 casi (+3,6%). 
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