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Covid, dopo la guarigione almeno 8 mesi di immunità - studio italiano rivela

© Sputnik . Vladimir PesnyaUna provetta con la prova del sangue per un test degli anticorpi contro COVID-19
Una provetta con la prova del sangue per un test degli anticorpi contro COVID-19 - Sputnik Italia, 1920, 11.05.2021
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Una ricerca condotta dall'Irccs San Raffaele di Milano in collaborazione con l’Istituto superiore di Sanità rivela che "gli anticorpi neutralizzanti contro il virus Sars-CoV-2 persistono nel sangue per almeno otto mesi dopo l’infezione" e che in caso di nuova infezione il sistema immunitario riprende a produrne di nuovi.
"Contrariamente a quanto emerso da studi precedenti, la presenza precoce di anticorpi neutralizzanti contro Sars-CoV-2 è effettivamente correlata a un migliore controllo del virus e a una maggiore sopravvivenza dei pazienti”, si legge nell’articolo scientifico pubblicato dai ricercatori italiani su Nature Communicatios, “Per fortuna questo è vero nella maggior parte dei casi: il 79% dei pazienti arruolati ha infatti prodotto con successo questi anticorpi entro le prime due settimane dall’inizio dei sintomi. Chi non ci è riuscito è risultato a maggior rischio per le forme gravi della malattia, indipendentemente da altri fattori come l’età o lo stato di salute. Allo stesso tempo, la presenza degli anticorpi neutralizzanti, pur riducendosi nel tempo, è risultata molto persistente: a otto mesi dalla diagnosi erano solo tre i pazienti (su 162) che non mostravano più positività al test. La persistenza di questi anticorpi per almeno otto mesi è indipendente dall’età dei pazienti o dalla presenza di altre patologie".

Una notizia cattiva

La cattiva notizia che ci conferma la ricerca condotta dall’Unità di Evoluzione e trasmissione virale dell’Irccs ospedale San Raffaele, diretta da Gabriella Scarlatti, in collaborazione con i ricercatori del San Raffaele Diabetes Research Institute diretto da Lorenzo Piemonti, è quindi quella che già in ambiente scientifico circolava da tempo, cioè che l’immunità al virus Sars-CoV-2, anche quando conquistata al caro prezzo di una dura battaglia contro la malattia che questi provoca, il Covid-19, non è eterna.

Due notizie buone

Le notizie buone d’altra parte sono due. La prima, come si legge nell’abstract della pubblicazione scientifica, è che gli anticorpi, una volta formati dal sistema immunitario lottando contro la malattia, durano minimo 8 mesi, la seconda è che, nel malaugurato caso di una reinfezione, il nostro organismo non fa affidamento solo sui ‘vecchi’ anticorpi o gli anticorpi elaborati durante contagi da altri coronavirus stagionali (come i raffreddori), ma ne produce di nuovi che, per altro, si presume capaci di adattarsi anche alle nuove varianti.
"Questi risultati ci danno due buone notizie: la prima è che la protezione immunitaria conferita dall’infezione persiste a lungo; la seconda è che la presenza di una pre-esistente memoria anticorpale per i coronavirus stagionali non costituisce un ostacolo alla produzione di anticorpi contro Sars-CoV-2”.

I prossimi passi della ricerca

I prossimi passi, ha spiegato al direttrice dall’Unità di Evoluzione e trasmissione virale dell’Irccs ospedale San Raffaele, saranno capire se tali risposte immunitarie saranno mantenute anche con le vaccinazioni e soprattutto contro le nuove varianti in circolazione, nonché sarà importante utilizzare questi studi per le applicazioni ai protocolli clinici:
“Secondo i nostri risultati, i pazienti incapaci di produrre anticorpi neutralizzanti entro la prima settimana dall’infezione andrebbero identificati e trattati precocemente, in quanto ad alto rischio di sviluppare forme gravi della malattia”, ha suggerito la professoressa Scarlatti.
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