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Bongiorno: “Sosteniamo Cartabia ma vogliamo andare oltre, serve una grande riforma della giustizia”

CC BY-SA 3.0 / Wikipedia / Sergio D’Afflitto / Palazzo di Giustizia, sede della Corte di Cassazione
Palazzo di Giustizia, sede della Corte di Cassazione - Sputnik Italia, 1920, 11.05.2021
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La senatrice leghista smentisce la strategia di contrasto all’azione del governo e sposa alcuni dei temi del progetto della Guardasigilli.
La Lega non è contraria alla riforma che vuole mettere in campo la ministra della Giustizia Marta Cartabia e “non c’è nessun contrasto”, ma semmai la voglia di “andare oltre”.
La senatrice leghista Giulia Bongiorno spiega le mosse degli ultimi giorni del Carroccio, tra annunci di referendum e i più di 150 emendamenti presentati alla Camera sul testo della Guardasigilli.
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In un’intervista a Repubblica, Bongiorno, noto avvocato ed ex ministra, ha puntualizzato che la Lega non vuole assolutamente chiudere con il governo Draghi ma nello stesso tempo punta a una riforma della giustizia “non più differibile, di ampio respiro, che riabiliti una funzione essenziale per un Paese democratico”.

I punti della riforma che piacciono alla Lega

Per Bongiorno, che ribadisce più volte sulle colonne del quotidiano romano il sostegno a Cartabia, in attesa dei testi, la Lega condivide i temi della digitalizzazione e delle assunzioni.
Per quanto riguarda le novità nel processo penale si tratta di elementi “che io stessa avevo suggerito a Bonafede quando era ministro – per esempio, quella di uno staff qualificato in grado di aiutare il giudice – e che erano state bocciate”, spiega Bongiorno.
Ma il Carroccio “vuole andare oltre” puntando su un “sistema che si fonda sulla presunzione di innocenza, non già sul principio per cui chi viene assolto è un colpevole che l’ha fatta franca” perché “il sistema attuale è stato un fallimento”.
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Tra i punti da dirimere per Bongiorno anche quello relativo alle figure dei magistrati e al “correntismo esasperato che ha enormi ricadute sull’attività giurisdizionale”.
Per questo e per le conseguenze che ha sul sistema democratico per la senatrice “un cambiamento radicale non è semplicemente necessario, ma addirittura vitale”.
“La giustizia è sull’orlo del baratro. Si cambi rotta. Ora o mai più”, ripete.

Un patto con M5S e Pd

Infine, per portare a casa la riforma e anche i soldi del Recovery Fund, anche la Lega dovrà scendere a compromessi.
Per questo un accordo con Dem e pentastellati “è realistico nella misura in cui chiunque reputi urgente assicurare al nostro Paese una giustizia degna di una compiuta democrazia liberale, voglia trovare una base di discussione comune, dove le divisioni strumentali siano accantonate in nome di una visione più ampia. Come ai tempi della Costituente”.
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