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Ricollocamenti e accordi bilaterali, il piano di Draghi: “Gestiremo gli sbarchi”

© Foto : CoispMigranti nel centro di accoglienza di Lampedusa
Migranti nel centro di accoglienza di Lampedusa - Sputnik Italia, 1920, 10.05.2021
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Ieri sono arrivati a Lampedusa oltre 1.000 migranti e il leader della Lega, Matteo Salvini, ha chiesto un incontro al presidente del Consiglio e ha avuto contatti con la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese. Per il sottosegretario leghista al Viminale, Nicola Molteni, serve "una soluzione nazionale" in assenza di una risposta europea.
Ripristino degli accordi di Malta per il ricollocamento volontario dei richiedenti asilo in Europa, accordi bilaterali con Libia e Tunisia e richiesta di un sostegno concreto da parte della Commissione europea. Sono queste le strade che il governo Draghi intende percorrere per gestire i flussi migratori, secondo quanto ricostruito oggi da La Stampa.
Ieri oltre 1.000 migranti sono sbarcati a Lampedusa, e Salvini ha rilanciato la richiesta di un incontro con il presidente del Consiglio Mario Draghi. Ma già a inizio mese, secondo il quotidiano, al Viminale era scattata l’allerta.

Cabina di regia per gestire i flussi

Ieri mattina Lamorgese ha chiamato il premier per chiedergli di mettere la questione migranti in cima all’agenda del prossimo consiglio dei ministri. Sul tavolo ci sarebbe la creazione di una cabina di regia per affrontare il dossier insieme a tutti i ministri coinvolti: oltre all'Interno, la Difesa e gli Esteri, per poter pianificare misure in vista dell’estate.
La gran parte delle persone sbarcate in queste ore arriva dalla Tunisia, si tratta cioè di migranti economici che il Viminale può rimpatriare, ma stanno aumentando gli arrivi dalla Libia, che possono invece fare richiesta di asilo. E la necessità di imporre misure di prevenzione contro il Covid-19 aggrava la gestione dei flussi. “Lo gestiremo”, dice Draghi nei contatti telefonici avuti in queste ore, secondo il quotidiano.
Il prossimo 20 maggio Lamorgese sarà a Tunisi con la commissaria europea Ylva Johannson, ma a preoccupare è soprattutto la Libia, dove la situazione è già disastrosa, aggravata dall’arrivo di persone dai confini Sud, e dove il Viminale ha l’impressione che il controllo delle coste sia blando.

Sottosegretario leghista al Viminale: serve soluzione nazionale

Per il sottosegretario della Lega all'Interno, Nicola Molteni, la strada da percorrere è quella di accordi con i Paesi di transito e partenza, a fronte di una "risposta europea assente"
“E’ chiaro che la strada europea non è facilmente praticabile, allora dobbiamo scegliere la soluzione nazionale, stringendo accordi bilaterali con i Paesi di transito e di partenza, cioè Libia, Tunisia e Algeria”, ha detto a La Stampa.
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