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Terapie domiciliari Covid 19, medici in protesta a Roma: “La politica non può decidere le cure"

© Foto : Elena PuntoRoma, manifestazione per la terapia domiciliare precoce
Roma, manifestazione per la terapia domiciliare precoce - Sputnik Italia, 1920, 09.05.2021
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Il 26 aprile il Ministero della Salute con una nuova circolare ha confermato il ruolo marginale delle cure domiciliari nei confronti dei pazienti affetti da Covid-19. I tanti medici domiciliari che dall’inizio dell’epidemia hanno curato e guarito a casa molti pazienti, l’8 maggio, a Roma, sono scesi in piazza per far sentire la loro voce.
A creare malumore tra i medici domiciliari, la nuova circolare “Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da Sars-Cov-2” con la quale il Ministero della Salute ha aggiornato le linee guida per le cure domiciliari dei pazienti affetti da Covid-19.
Tra i passaggi più rilevanti del testo, che va ad aggiornare le linee guida già emanate a novembre, rimane:
  • la “vigile attesa (intesa come costante monitoraggio dei parametri vitali e delle condizioni cliniche del paziente)”,
  • la misurazione periodica della saturazione dell’ossigeno tramite pulsossimetria”,
  • i “trattamenti sintomatici (ad esempio paracetamolo o Fans in caso di febbre o dolori articolari o muscolari, a meno che non esista chiara controindicazione all’uso)”.
  • Viene confermato il “no” ai supplementi vitaminici e agli integratori alimentari (ad esempio vitamine, inclusa vitamina D, lattoferrina, quercitina), il cui utilizzo non è raccomandato, ma soprattutto il “no” all’idrossiclorochina, la cui efficacia – si legge – “non è stata confermata in nessuno degli studi clinici randomizzati fino ad ora condotti”.
© Foto : Foto fornita da Erich GrimaldiPiazza del Popolo, la protesta dei medici l'8 maggio
Piazza del Popolo, la protesta dei medici l'8 maggio - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2021
Piazza del Popolo, la protesta dei medici l'8 maggio
Il 4 marzo scorso, il TAR del Lazio con un’ordinanza stabiliva che i medici nel trattamento dei pazienti positivi al coronavirus potessero “prescrivere i farmaci che essi ritengono più opportuni secondo scienza e coscienza” senza necessariamente attenersi ai protocolli dell’AIFA che prevedono, invece, che le cure domiciliari si basino essenzialmente sulla “vigile attesa” e sull’uso del paracetamolo.
Il ricorso, effettuato nei confronti dell’AIFA e del Ministero della Salute, è stato presentato al TAR dagli avvocati Erich Grimaldi e Valentina Piraino del Comitato “Terapia Domiciliare Covid19” , un gruppo di medici e di cittadini il cui obiettivo è di “rendere collettiva la battaglia per ottenere una cura domiciliare tempestiva per tutti i cittadini”.
Ed è proprio in risposta a questa ordinanza che il Ministero della Salute, guidato da Roberto Speranza, e l’AIFA hanno presentato ricorso al Consiglio di Stato.

La protesta dei medici domiciliari a Roma

La nutrita presenza di medici in piazza del Popolo a Roma

L’avvocato Erich Grimaldi presidente del Comitato “Terapia Domiciliare Covid19”, promotore della manifestazione in Piazza del Popolo a Roma, contattato da Sputnik Italia, ha illustrato l’importanza della protesta:

- È importante scendere in piazza perché gli italiani devono tutelare il loro diritto ad ottenere cure precoci. Devono sottoscrivere la petizione da indirizzare al Ministero della Salute al fine di coinvolgere i medici che hanno agito sul campo, affinché il Ministero tenga in debita considerazione lo schema terapeutico che ha salvato migliaia di vite dall’inizio dell’emergenza.
È importante per contestare il fatto che, in un paese democratico, non può essere la politica a decidere le cure, quando le cure dovrebbero essere decise e condivise da tutti i medici coinvolti nell’emergenza sanitaria: dai medici ospedalieri, come dai medici che sul territorio, a domicilio, in scienza e coscienza, in fase precoce curano i loro pazienti.
Raggiunto in Piazza del Popolo a Roma l’avvocato Grimaldi ha commentato il risultato della protesta:
- È andata alla grande! Quattro – cinquemila persone, neanche un partito è in grado di fare i numeri che facciamo noi. Sono contento che gli italiani abbiano risposto “presente” al nostro invito, ora aspettiamo solamente la risposta del ministro Speranza. Deve fare la sua parte ed accoglierci al Ministero.
- Avete altre iniziative in programma?
- Vediamo come evolve la situazione.
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