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Visite anziani nelle case di riposo (Rsa), via libera ai parenti

© Foto : Aleksandar PizzulAnziani al centro vaccini antiinfluenzali dell'ASL Torino 3
Anziani al centro vaccini antiinfluenzali dell'ASL Torino 3 - Sputnik Italia, 1920, 08.05.2021
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Riaprono le case di riposo e le Rsa alla visita dei parenti. Un ulteriore passo verso la maggiore libertà e la nuova normalità al tempo della pandemia.
Una ordinanza del Ministero della Salute, firmata dal ministro Roberto Speranza, apre le case di riposo e le residenze per gli anziani alle visite dei parenti.
Dopo lungo tempo, quindi, figli e nipoti potranno fare visita ai nonni confinati nelle strutture di residenza.
Per lungo tempo è stato vietato l’incontro per evitare il contagio, ma ora che la vaccinazione degli anziani ha raggiunto alti livelli e le Rsa sono state tra le prime strutture ad essere messe in sicurezza, la prospettiva viene ribaltata.
L’ordinanza, infatti, prevede che le strutture sono di libero accesso ai parenti e solo in caso di situazione epidemiologica critica il direttore sanitario della struttura potrà intervenire per limitare o fermare temporaneamente le visite.
Prima di tale ordinanza, invece, le strutture restavano off-limits ai parenti, il quale vi potevano entrare solo in caso del tutto eccezionali e a discrezione del direttore sanitario.

Pazienti anziani colpiti dal Covid

Il Ministero della Salute lavora ad una iniziativa di monitoraggio delle persone che hanno contratto il coronavirus nelle forme gravi e che, pur essendo guarite, mostrano ancora dei sintomi riconducibili alla malattia.
Viene definita la sindrome post-Covid e gli anziani sono una delle fasce della popolazione che sono state maggiormente colpite.
Per loro il Ministero prevede una “valutazione multidisciplinare e in particolare per quelli sottoposti a terapia intensiva o subintensiva è previsto anche un colloquio psicologico”.
“Il piano si basa sui dati dell’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui sono circa 164 mila i pazienti con gravi forme di Covid-19 guariti e dimessi dagli ospedali (più di un terzo dei quali, residenti in Lombardia): saranno loro ad essere arruolati nel monitoraggio”.
Gli anziani in particolare potrebbero sviluppare conseguenze cardiache e polmonari gravi, ecco perché lo screening servirà a identificare in modo precoce lo sviluppo di una fibrosi polmonare o di cardiopatie.
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