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Renzi risponde a Conte: ti ho fatto cadere in nome della politica

© Sputnik . Aleksey Vitvitsky / Vai alla galleria fotograficaMatteo Renzi
Matteo Renzi - Sputnik Italia, 1920, 08.05.2021
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Renzi risponde alle accuse di Conte, secondo il quale il fondatore di Italia Viva si sarebbe prestato a interessi economici per toglierlo di mezzo.
Matteo Renzi ha letto l’intervista che l’ex premier Giuseppe Conte ha rilasciato al Corriere della Sera e gli ha risposto con un breve messaggio su Facebook molto chiaro:
“L’ex premier Conte oggi al Corriere dice: Renzi ha fatto cadere il Governo per colpa dei sondaggi di Italia Viva. Eh, niente, dai, è più forte di lui”, scrive Renzi.
“I populisti si riconoscono da questo: pensano che la politica si faccia coi like, coi sondaggi, con il piacere a tutti come se fossimo ancora al Grande Fratello. Invece per me chi fa politica deve occuparsi di vaccini, di posti di lavoro, di ripresa economica”, afferma il fondatore di Italia Viva.
“E su questi temi, molto semplicemente, Draghi è meglio di Conte, Figliuolo è meglio di Arcuri, Cingolani è meglio di Costa, Cartabia è meglio di Bonafede”, afferma ancora Matteo Renzi.
E pensando ai giorni in cui causò la crisi, Renzi dice: “Nei giorni della crisi lui sperava in Ciampolillo, noi in Draghi, questa è la differenza: altro che sondaggi. Per far politica servono le idee e il coraggio, non il bisogno di piacere a tutti. Abbiamo cambiato Governo in nome della politica, non dei sondaggi.”

Renzi si è prestato agli interessi economici

Ma quello che Giuseppe Conte dice nella sua intervista è molto più pesante in realtà.
“È chiaro che alcuni settori economici e politici volessero voltar pagina. Non ho elementi invece per dire se ci fossero anche degli incroci internazionali. Può essere che in questa operazione Renzi si sia prestato”, afferma l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
Renzi è accusato da Conte, quindi, di aver fatto forse da burattino di qualcuno che voleva la sua caduta, “una convergenza oggettiva di interessi”, avrebbe detto Conte al Corriere della Sera. Insomma, un complotto per togliere da lì Conte e mettere qualcun altro a gestire i soldi del Piano nazionale di recupero e resilienza dell’Italia (Pnrr) che in totale dovrebbe ricevere oltre 200 miliardi di euro entro il 2026 dall’UE: non spiccioli.
Tanti soldi in così poco tempo, l’Italia li ha visti soltanto nel secondo dopo guerra con il Piano Marshall che gettò le basi del miracolo economico.
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