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Razzo cinese, l'astrofisico che l'ha fotografato a Sputnik: "Ecco dove può cadere"

© Foto : Virtual Telescope / Gianluca MasiPubblicata la prima immagine del razzo cinese fuori controllo "Lunga Marcia 5B"
Pubblicata la prima immagine del razzo cinese fuori controllo Lunga Marcia 5B - Sputnik Italia, 1920, 08.05.2021
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Secondo Gianluca Masi, astrofisico romano responsabile del progetto Virtual Telescope, che per primo ha fotografato il razzo cinese in caduta libera sulla Terra, è "molto bassa la probabilità che impatti su un luogo abitato".
È allerta anche in Italia per l’impatto del secondo stadio del lanciatore del primo modulo di una stazione spaziale della Repubblica Popolare Cinese lanciato in orbita lo scorso 29 aprile.
“Per ora non si può escludere l'ipotesi che frammenti possano cadere sull'Italia”, ha fatto sapere ieri la Protezione Civile ipotizzando tre traiettorie possibili “su parte di nove regioni del centro-sud”. Si tratta di una possibilità “remota”, specificano gli addetti ai lavori. Ma che non può essere esclusa totalmente.
E c’è chi in queste ore è riuscito anche ad immortalare con una semplice fotocamera, dal balcone di casa sua, la corsa verso la Terra di ciò che resta del razzo “Lunga Marcia 5B”.
Si chiama Gianluca Masi, ed è l’astrofisico romano responsabile del progetto Virtual Telescope. È sua anche la prima foto del rottame lungo oltre 32 metri, con 5 metri di diametro e una massa di 18 mila chili, catturata da uno dei telescopi robotici del progetto installati a Ceccano, nel Frusinate.  
Si tratta, spiega al telefono a Sputnik Italia, di dispositivi altamente tecnologici che si attivano da remoto, anche solo con lo smartphone. Lo scatto è stato realizzato all’alba del sei maggio. Nelle scorse ore la Protezione civile ha diffuso alcuni consigli da seguire per le ore in cui si verificherà l’impatto con il nostro pianeta, come restare in luoghi chiusi, ma lontani da finestre e vetrate e non toccare eventuali frammenti.
© Foto : Foto di Gianluca Masi/Virtual Telescope ProjectIl razzo cinese in caduta verso la Terra
Il razzo cinese in caduta verso la Terra - Sputnik Italia
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Il razzo cinese in caduta verso la Terra
© Foto : Foto di Gianluca Masi/Virtual Telescope ProjectIl razzo cinese fotografato dai telescopi del Virtual Telescope Project
Il razzo cinese fotografato dai telescopi del Virtual Telescope Project - Sputnik Italia
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Il razzo cinese fotografato dai telescopi del Virtual Telescope Project
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Il razzo cinese fotografato dai telescopi del Virtual Telescope Project
“La probabilità che questi detriti possano impattare su un luogo abitato – afferma però l’esperto - è molto bassa. La parte meridionale del nostro Paese appartiene alla vastissima superficie della regione della Terra che potrebbe essere interessata, l'Italia è una frazione minuscola di una regione amplissima dove ci aspettiamo avvenga il rientro”.
Per ora, quindi, è impossibile dire dove cadranno il razzo e i suoi frammenti e neppure quando di preciso avverrà l’impatto. “Si parla - assicura l’astrofisico – di una finestra di 6-12 ore attorno alle 4 di domattina nella regione temperata della Terra”. “C’è un margine di errore fisiologico, – va avanti - visto che nel corso di quella finestra il modulo compie diverse orbite interessando una porzione rilevante della superficie terrestre”. Margine che si restringerà soltanto “man mano che ci avvicineremo all’evento vero e proprio”.
“Fortunatamente – prosegue ancora l’astrofisico - episodi come questo sono rari perché non è una prassi auspicabile quella di lasciare lo stadio di un razzo in caduta libera non controllata”. Il razzo cinese, al contrario, “è rimasto in orbita per molti giorni, senza possibilità di controllo”, come vera e propria "spazzatura spaziale". 
"Immondizia cosmica” di dimensioni cospicue, abbandonata “con il rischio che frammenti più o meno grandi possano sopravvivere all’impatto con l’atmosfera”. “Non è la prima volta che questo accade – assicura l’esperto - in un lancio cinese”.
“Tutti – aggiunge - conosciamo i lanci di Elon Musk e Space X e tutti restiamo sbalorditi di come queste componenti tornino indietro atterrando dolcemente per essere poi riutilizzate”. “È l’apoteosi del rientro controllato, qui, invece, siamo esattamente agli antipodi e – conclude – con questo tipo di approccio si rischia di generare soltanto caos”.
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