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Ong, la Sea Watch 4 torna sotto sequestro: "Mancano condizioni di sicurezza"

© AP Photo / Salvatore CavalliSea Watch 3
Sea Watch 3 - Sputnik Italia, 1920, 08.05.2021
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La nave dell'Ong tedesca nei giorni scorsi era stata protagonista del salvataggio di 455 migranti nel Mediterraneo. La portavoce Linardi: "Prosegue l’accanimento della Guardia costiera nei confronti delle Ong”.
Quattro giorni fa aveva fatto sbarcare 456 migranti sulle coste italiane. Oggi la nave Sea Watch 4 dell’Ong tedesca Sea Watch, che si trova ormeggiata nei pressi del porto di Trapani, è tornata sotto sequestro.
A disporlo, secondo quanto si legge su La Stampa, è stato il Consiglio di Stato della Regione siciliana, il Consiglio di giustizia amministrativa, che ha deciso di ripristinare il fermo amministrativo che lo scorso settembre, per sei mesi, aveva bloccato la nave nel porto di Palermo.
Nel settembre del 2020, infatti, dopo un’ispezione della Guardia Costiera durata 11 ore, la nave era stata sequestrata.
L’organizzazione, come ricorda ilGiornale.it, aveva parlato di “motivazioni pretestuose” e due mesi fa aveva fatto ricorso, chiedendo di sospendere il provvedimento. Il Tar siciliano aveva concesso la revoca del fermo.
Il Consiglio, però, nei giorni scorsi, ha ribaltato la sentenza, osservando come sussistessero ancora le stesse problematiche che sei mesi fa avevano portato allo stop.
In particolare, si legge nell’ordinanza, “il servizio di pattugliamento, ricerca e soccorso in mare deve avvenire in condizioni di sicurezza per le stesse persone soccorse, per l'equipaggio (riguardo, tra l'altro, alla sufficienza dei servizi igienici e ad adeguate turnazioni del personale), per la navigazione, per l'ambiente”. Tali condizioni, secondo i giudici, al momento “non sono riscontrabili a bordo”.
La nave della Ong di Carola Rackete potrà tornare in mare, quindi, solo a patto di adeguarsi “alle prescrizioni dettate dall'amministrazione o modulando il servizio alle condizioni strutturali della nave”. In tal modo, l’ordinanza decadrebbe.
“Prosegue l’accanimento della Guardia costiera nei confronti delle Ong”, è il commento di Giorgia Linardi, portavoce dell’organizzazione in Italia, sentita dal quotidiano di Torino.
“Ne prendiamo atto – ha detto - fermo restando che per noi la partita vera si gioca a livello della Corte europea”.
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