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No ai brevetti sui vaccini, ecco cosa c'è (davvero) dietro la decisione di Biden

© REUTERS / CARLOS BARRIAJoe Biden e Kamala Harris
Joe Biden e Kamala Harris - Sputnik Italia, 1920, 08.05.2021
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La mossa del presidente americano divide i leader europei e mira a non lasciare il campo a Russia e Cina nei Paesi in via di sviluppo, come l'India.
Il premier italiano Mario Draghi sposa la linea del presidente americano Joe Biden sulle Big Pharma, ma allo stesso tempo fa la voce grossa sul blocco delle esportazioni dei vaccini da parte dei Paesi extraeuropei, compresi gli Stati Uniti.
La proposta della Casa Bianca per la revoca dei brevetti ai vaccini anti-Covid che ha fatto sobbalzare le case farmaceutiche divide anche l’Europa.
La partita dietro la decisione, però, non è solo commerciale, ma piuttosto geopolitica. La prima conseguenza della mossa di Biden è sugli equilibri europei: scricchiola l’asse franco-tedesco, con il presidente francese Emmanuel Macron che “apre” alla prospettiva di Biden e la cancelliera Angela Merkel che da Berlino parla di “gravi complicazioni”.
Anche la presidente della Commissione UE, Ursula Von der Leyen, si è detta scettica sul fatto che la deroga alla proprietà intellettuale possa risolvere il problema della carenza di vaccini nel “breve-medio termine”, insistendo sulla rimozione del blocco dell’export e sugli investimenti.
"Non crediamo che nel breve termine la deroga alla proprietà intellettuale sia la soluzione magica ma siamo pronti a discuterne", ha ribadito oggi anche il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.
In questo quadro, Draghi si smarca dalla linea della cancelliera e sostiene la proposta americana, trascinando anche il presidente Macron, che però oggi tende la mano anche alla Merkel, insistendo sul nodo della produzione e delle esportazioni.
Secondo quanto si legge in un’analisi dell’Huffington Post, ieri a Oporto Draghi avrebbe tentato di rafforzare l’asse transatlantico allontanando il presidente francese, con cui ha avuto un faccia a faccia, dalla linea di Berlino.
Non a caso il premier italiano si schiera apertamente contro le Big Pharma, difese de facto dalla Merkel, chiedendo di restituire “gli enormi fondi pubblici” ricevuti, visto che finora solo una piccolissima percentuale di vaccini, il 4 per cento, sono arrivati nei Paesi in via di sviluppo.
Paesi in cui il vaccino è soprattutto uno strumento di “soft power”. Secondo i commentatori, quindi, dietro l’uscita di Biden sui brevetti ci sarebbe proprio la volontà di sottrarre avamposti come il Marocco, ma soprattutto l’India, all’influenza russa e cinese.
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