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Il vaccino contro il coronavirus? Dobbiamo dire grazie alla ricerca sul cancro

Cellule di cancro - Sputnik Italia, 1920, 08.05.2021
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La ricerca scientifica delle volte sorprende anche gli stessi scienziati, e dimostra a tutti che non è mai vana e può sempre essere d'aiuto. Come nel caso del vaccino per il cancro.
Se oggi abbiamo un vaccino contro il coronavirus, lo dobbiamo in parte anche alla ricerca contro il cancro. I vaccini a mRNA messaggero sono infatti frutto di 20 anni di studi nel campo della ricerca oncologica.
A spiegarlo è il professore emerito Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto Humanitas di Milano.
Intervistato dal Corriere della Sera, il professor Mantovani ha spiegato che i fondatori della BioNTech, sono discepoli del pioniere nella ricerca di un vaccino contro il cancro, Christoph Huber, un oncologo di Mainz, Germania.
Quando a gennaio del 2020 la coppia di origine turca e proprietaria della BioNTech ha potuto studiare la sequenza del nuovo coronavirus, spiega il professore Mantovani, hanno pensato di prendere tutta la conoscenza che avevano in termini di studi del vaccino sul cancro e di provare ad applicarla al Sars-CoV-2: impresa compiuta.
“Se siamo riusciti ad affrontare questa pandemia è perché abbiamo investito nella ricerca sul cancro”, spiega Mantovani al Corriere della Sera.

I vaccini contro il cancro in futuro

Il professore anzitutto spiega che bisogna distinguere tra vaccini preventivi, come quello per il coronavirus, e vaccini curativi, ovvero quelli che in futuro potrebbero aiutare la medicina a combattere il cancro.
Una domanda latente, a cui il professore fornisce una risposta riguardo l’uso della tecnologia mRNA in un'applicazione reale. Questa è infatti la prima volta che viene usata concretamente per curare una malattia, fino allo scoppio della pandemia era rimasta nei laboratori di ricerca. E ciò perché al momento dei vaccini curativi per il cancro non sono ancora disponibili.
Ma esistono, invece, vaccini preventivi del cancro e sono quello contro l’epatite B, che riduce l’incidenza dei tumori al fegato, e quello contro il papilloma virus, il quale è causa del tumore alla cervice uterina nelle donne e alla gola per gli uomini.

Il futuro dei vaccini anti-cancro

Il professore Mantovani spiega che per il futuro dei vaccini anti-cancro le strade battute sono tre.
La prima riguarda un vaccino superpersonalizzato costruito sul singolo paziente, identificando le mutazioni del DNA del tumore specifico.
La seconda strada considera i fattori comuni a più tumori che potrebbero consentire lo sviluppo di un vaccino ad ampio spettro, e adatti ad una vasta platea di pazienti. Strada che si sperimenta nel melanoma.
La terza strada, quella studiata all’Humanitas, combina più terapie immunologiche per combattere le metastasi.
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