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Diritto al vaccino, in Italia 500 mila invisibili rischiano di non riceverlo

© AP Photo / Mary AltafferVaccino anti-Covid Johnson& Johnson
Vaccino anti-Covid Johnson& Johnson - Sputnik Italia, 1920, 08.05.2021
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Gli invisibili in Italia sarebbero almeno mezzo milione, esattamente il numero di cittadini che la campagna vaccinale contro il coronavirus riesce a coprire giornalmente. Ma nessuno di loro, forse, riceverà il vaccino.
C’è in Italia una realtà fatta di persone che è sotto gli occhi di tutti, ma che burocraticamente non esistono: sono gli invisibili, una categoria di persone che riunisce i senza fissa dimora, gli immigrati clandestini, comunità di etnia rom e tanti altri.
Secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano, che ha seguito da vicino le associazioni di soccorso sanitario e di supporto dei più poveri in questo tempo di pandemia, in Italia 500 mila persone rischiano di restare fuori dalla vaccinazione contro il coronavirus perché sprovvisti di documenti.
Per iscriversi ai vari portali regionali, infatti, è necessario avere la tessera sanitaria e quest’ultima è nella disponibilità solo di chi è in regola con le carte.

La richiesta delle associazioni

Ora le associazioni come Medici senza frontiere, Caritas Italiana, Società italiana della medicina delle migrazioni e tante altre, si sono riunite nel Tavolo Immigrazione Salute. L’iniziativa chiede da mesi alle autorità sanitarie nazionali di farsi carico della vaccinazione degli invisibili, i quali se non vaccinati potrebbero diventare un rischio per la salute anche degli altri.
Sin dall’inizio della pandemia per questa categoria di persone si è reso impossibile anche accedere ai tamponi, poiché avevano bisogno della richiesta medica dematerializzata e della prenotazione online. L’alternativa per loro era quella di fare il tampone da privati, sobbarcandosi gli alti costi previsti in molte regioni italiane.

Un diritto costituzionale

Del resto, fa notare Il Fatto Quotidiano, è la Costituzione italiana a definire l’universalità dell’accesso alle cure sanitarie per chiunque sia presente sul suolo italiano: è scritto all’articolo 32 della Costituzione:
“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”
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