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Brexit, atterrano senza visto per lavoro: almeno 30 cittadini UE detenuti a Londra

© AP Photo / Dave CaulkinThe arrivals hall at Terminal 2 of London's Heathrow Airport
The arrivals hall at Terminal 2 of London's Heathrow Airport - Sputnik Italia, 1920, 08.05.2021
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La maggior parte giovani tedeschi, greci, romeni, spagnoli e anche italiani, in cerca di lavoro nel Regno Unito, sono stati trattenuti fino ad una settimana nei centri per l'immigrazione prima di essere rimpatriati nei Paesi d'origine.
Erano arrivati nel Regno Unito con voli di linea per sostenere colloqui di lavoro o semplicemente per cercare fortuna nel Paese, senza però essere in possesso del visto.
Almeno 30 cittadini europei, tedeschi, greci, romeni, spagnoli e anche italiani, per questo, sarebbero stati trattenuti fino a una settimana nei centri per l’immigrazione e poi rimpatriati.
A raccontare le loro storie è il sito di informazione Politico.eu che riporta le preoccupazioni espresse dai diplomatici sul trasferimento dei rispettivi connazionali.
Sono state proprio le ambasciate dei Paesi europei a Londra ad offrire assistenza legale ai propri cittadini per cercare di abbreviare il periodo di detenzione, anche se nella maggior parte dei casi la durata è stata determinata dalle restrizioni imposte dalla pandemia e dai pochi voli di ritorno disponibili, oltre che dall’organizzazione dei test anti-Covid necessari per imbarcarsi.
In alcuni casi, però, protestano i diplomatici, il periodo di detenzione è stato “sproporzionato”. In alcuni casi sono stati sequestrati anche oggetti personali, come il cellulare.
Sempre secondo le fonti sentite da Politico, nella maggior parte dei casi ad essere coinvolti sarebbero giovani diretti nel Regno Unito per lavorare come ragazzi alla pari o trovare lavori per brevi periodi, proprio come accadeva prima della Brexit. Con l’uscita di Londra dall’UE, però, le regole sull’immigrazione sono cambiate, e questo è un segnale evidente.    
Ora, infatti, i cittadini europei non possono entrare nel Regno Unito per motivi di lavoro senza un visto lavorativo. Diversamente, sono consentiti gli ingressi visa-free per turismo, ma solo fino a 90 giorni di permanenza.
In ogni caso la polizia di frontiera britannica può bloccare i viaggiatori nel caso in cui abbia sospetti sul fatto che lo scopo del viaggio non sia legato al turismo ma alla ricerca di un lavoro, proprio come è successo nei casi presentati da Politico.
Secondo gli esperti, comunque, come Dimitrios Giannoulopoulos, capo del dipartimento di legge alla Goldsmiths University of London, la detenzione è una misura “esageratamente sproporzionata e andrebbe evitata ad ogni costo”.
Non ci sono dati ufficiali da parte del ministero dell’Interno, ma secondo il sito di informazione le persone soggette a detenzione sarebbero state almeno 30 dall’inizio del 2021.

La replica: "Non esiste nessun caso, rispettate le procedure"

"Non esiste un caso. Sono state interamente rispettate le procedure", è la replica dei diplomatici britannici sentiti dall'Adnkronos.
In Gran Bretagna, precisano, adesso "non è consentito l'ingresso per lavoro, se non si dispone di regolare contratto o di un visto. Gli europei respinti invece avrebbero dichiarato di voler entrare nel Paese per lavorare, ma senza averne i requisiti".
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