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Recovery plan italiano, 2.478 pagine di progetti da realizzare entro il 30 agosto 2026

© Foto : G.dallorto Il Palazzo Chigi
Il Palazzo Chigi - Sputnik Italia, 1920, 07.05.2021
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Circa 2.500 pagine di progetti da realizzare entro il 30 agosto 2026. L'Italia si gioca così la sua partita per il futuro, puntando su progetti strutturali tutti da realizzare in pochi anni.
A parte le 319 pagine del documento intitolato Piano nazionale di recupero e resilienza italiano (Pnrr) che è stato mandato a Bruxelles per la revisione e per ottenere i circa 200 miliardi di euro, spunta ora la bozza delle schede progetto con tutte le opere da realizzare.
Secondo quanto riferito dall’Ansa, le pagine delle schede progetto sono 2.487 ed accompagnano il Pnrr. Questo voluminoso documento, anch’esso inviato alla Commissione europea per la revisione, è corredato di tabelle e cartine che illustrano le varie opere racconta l’agenzia di stampa italiana.
Nel documento ci sono opere come quelle ferroviarie e il cronoprogramma dettagliato della realizzazione.
Già, la realizzazione. Perché non basterà all’Italia dire che ha creato i progetti e avviato le gare di appalto e cantierizzato le opere per ricevere i soldi dall’Unione Europea, ma dovrà “effettivamente implementarle”, cioè si devono fare altrimenti i soldi non giungeranno.
Questa volta opere iniziate e incompiute di cui la cronaca negli anni ci ha raccontato, l’UE non ne vuol vedere ed è pronta a non erogarci i fondi.

La governance del Pnrr

Per quanto riguarda la governance del Pnrr, l’attuazione del piano avverrà in tre passaggi: realizzazione degli interventi che farà capo ai ministeri, alle Regioni e agli enti locali; il coordinamento centrale per il monitoraggio dell'attuazione e la rendicontazione alla Commissione Europea che sarà affidata ad un'apposita struttura presso il Ministero dell’Economia; infine il monitoraggio dello stato di avanzamento del Piano e l'eventuale proposta di attivazione dei poteri sostitutivi è affidata a una 'control room' da istituire presso Palazzo Chigi.
La control room servirà in pratica ad evitare che qualcuno, ad ogni livello del processo di realizzazione dell’opera, si assopisca o metta a repentaglio il completamento dell’opera. Perché come ha detto Draghi, nel Pnrr ci sono il destino, ma anche la credibilità dell'Italia come nazione capace di fare.
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