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Crisanti e liberalizzazione brevetti: Non la soluzione, ingredienti non bastano a far bene la torta

© REUTERS / Ciro De LucaVaccinazione, gli operatori sanitari preparano dosi di vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19 presso un centro di vaccinazione a Napoli
Vaccinazione, gli operatori sanitari preparano dosi di vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19 presso un centro di vaccinazione a Napoli - Sputnik Italia, 1920, 07.05.2021
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Aumenta lo scetticismo sulla liberalizzazione dei brevetti per produrre i vaccini, poiché non basterà davvero ad aumentare la produzione. Serve ben altro e Crisanti spiega cosa.
Si moltiplicano le voci degli esperti che spiegano cosa si nasconde dietro la reale e fattiva possibilità di liberalizzare i brevetti sui vaccini anti-Covid.
Il professore Andrea Crisanti, citato da Huffington Post, spiega che anche se si liberalizzassero i brevetti, non significa che poi chi ha gli ingredienti è capace di fare bene la torta.
“Nei processi industriali non contano solo i brevetti, ma anche le procedure e i segreti industriali. Gli ingredienti per fare una torta non bastano poi a farla bene. La ricetta da sola non basta, ci vogliono processi, trasferimento tecnologico”.
Con parole diverse si era espresso anche l’ex direttore dell’Autorità europea sui farmaci (Ema), l’italiano Guido Rasi, il quale aveva fatto notare che pur dando “la ricetta” ai paesi poveri poi servono decine di milioni di investimenti solo per impiantare una produzione. E quando questa fosse ultimata, servirebbe personale altamente qualificato capace di farlo funzionare l’impianto e pur avendo tutto questo, serviranno dai 4 ai 6 mesi per avere la prima fiala di vaccino disponibile. L’ex direttore dell’Ema ha fatto notare che anche l’Italia alla fine ha rinunciato a produrre il vaccino in impianti aggiuntivi rispetto a quelli che già vi lavorano.

Crisanti e l’accessibilità ai brevetti

Il professore Crisanti spiega anche il problema dei brevetti e di quanto la materia sia più complicata di quella che hanno fatto intendere i politici in questi giorni di proclami da una sponda all’altra dell’Atlantico.
“Sicuramente io parlerei più di maggiore accessibilità ai brevetti, la revoca totale la vedo complessa, anche perché non c’è una mappatura, non si può revocare una cosa che non si sa cos’è, prima si deve passare da una catalogazione dei brevetti coinvolti nei vari vaccini”.
Più nello specifico il professore dell’Università di Padova spiega che “sono famiglie di brevetti concatenati uno all’altro, che magari hanno radici e interessi non necessariamente nei produttori”.
Il Ceo di Pfizer aveva bollato come proclami politici vuoti di contenuto quelli fatti in questi giorni, ed ha rilanciato affermando che loro sono pronti a distribuire miliardi di dosi.
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