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Coprifuoco, infettivologo Galli contrario alla rimozione

 Massimo Galli - Sputnik Italia, 1920, 07.05.2021
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Di questi giorni la polemica sull'eventuale decisione del governo di spostare il coprifuoco serale a un'ora più tarda, con pressione anche su una sua rimozione completa per aiutare le attività serali a riprendersi. Gli infettivologi non sono completamente d'accordo.
Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, si era già in precedenza espresso contrario sull'allentamento e sulla rimozione delle restrizioni in vigore per limitare la diffusione del Covid.
Riguardo la più recente richiesta delle regioni di spostare a un'ora più tarda il coprifuoco serale, Galli ha detto: "Mi rendo conto che ci sono le esigenze di coloro che nel periodo serale hanno la loro attività economica principale, ma in chiave strettamente epidemiologica c’è necessità di capire dove è possibile limitare i contatti tra persone e di conseguenza la diffusione del virus".
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L'infettivologo, infatti, in un intervento alla trasmissione Agorà di Rai3, ha sottolineato come questa misura serva come disincentivo agli spostamenti e al 'mischiarsi' di diverse persone, fattori che contribuiscono a un più rapido diffondersi della malattia."Il coprifuoco è un disincentivo a muoversi la sera, non dovrebbe essere difficile da capire.
Secondo Galli sussistono 4 condizioni per le quali le persone dovrebbero spostarsi o incontrarsi nell'arco di una giornata: andare al lavoro e a scuola, stare al lavoro o a scuola, tornare a casa, uscire la sera e avere relazioni di vario genere. Riferendosi alle prime due (lavoro e scuola) come essenziali per mantenere stabile il paese, Galli afferma che l'unica opzione 'sacrificabile' è la terza.
L'esperto ha continuato parlando della necessità di continuare con la campagna vaccinale, anche alla luce dei recenti studi effettuati nel Qatar que mostrano l'efficacia del vaccino Pfizer al 97,4%.
"Le somministrazioni (in Italia) sono un po' al di sotto del previsto: dobbiamo colmare un disavanzo rispetto alla situazione britannica di oltre 30 milioni di dosi somministrate e l'aritmetica non è una opinione: anche a mezzo milione di somministrazioni al giorno, ci vogliono 60 giorni", ha concluso.
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