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Coprifuoco, Lollobrigida (FdI) a Sputnik: "Misura liberticida e anticostituzionale"

© Foto : Fornita da Francesco LollobrigidaFrancesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.
Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera. - Sputnik Italia, 1920, 07.05.2021
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Il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera critica l'azione della maggioranza che sostiene il governo Draghi e parla di "deriva autoritaria". Ma assicura: "Il centrodestra resterà unito". E sulla corsa per il Campidoglio esclude la candidatura di Giorgia Meloni.
Il governo Draghi? È la fotocopia del Conte Bis e sta sostenendo misure “liberticide e anticostituzionali”: dal coprifuoco alle 22 al Green Pass italiano. È quello che pensa Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera e braccio destro di Giorgia Meloni, intervistato da Sputnik Italia, che però assicura: “Il centrodestra resterà unito”.
- Qual è il bilancio di questi primi mesi di governo Draghi?
- Dopo la pessima stagione di Conte sono stati in tanti a scommettere sul governo Draghi. Noi no. Fratelli d'Italia aveva detto sin da subito che per rilanciare una nazione devastata dal Covid e dalle scelte scellerate del ministro Speranza non basta un nome, seppur autorevole, ma un esecutivo legittimato dal voto popolare.
Oggi ci ritroviamo con una maggioranza diversa ed eterogenea che prende decisioni, come coprifuoco, restrizioni e chiusure, identiche a quelle del Conte Bis. Nessun cambio di passo ma una sostanziale continuità nelle scelte politiche, che stanno mettendo in ginocchio il nostro tessuto produttivo.
- Il Senato ha bocciato un vostro emendamento al decreto Covid per chiedere l'estensione del coprifuoco alle 24 in zona gialla e bianca. Ve lo aspettavate?
- È incomprensibile e assurda la bocciatura dell’emendamento con cui Fratelli d’Italia chiedeva di posticipare il coprifuoco alle 24. Chi al Senato ha votato contro, pur professandosi a parole favorevole, dovrà spiegarlo a quei cittadini arrabbiati che non comprendono il senso di una misura illogica. Noi ci stiamo battendo con ogni forza contro questo provvedimento, che non è correlato a una strategia efficace contro il Covid.
I contagi possono avvenire in qualsiasi ora della giornata e luogo: nelle piazze piene dove si festeggia uno scudetto o sui mezzi pubblici.
Inoltre la richiesta di posticipare il coprifuoco arriva da tutte le Regioni italiane, con l’obiettivo di dilatare la fascia oraria nella quale offrire un servizio, come la ristorazione, per evitare ulteriori assembramenti e per aiutare le attività imprenditoriali.
Ancora una volta la maggioranza in Parlamento sostiene le misure liberticide e anticostituzionali del governo. Fratelli d’Italia non si piegherà mai a questa pericolosa deriva autoritaria, che colpisce senza motivo il tessuto produttivo e i cittadini.
- Nelle ultime settimane in Parlamento si è delineata una spaccatura tra voi e il "centrodestra di governo". Il centrodestra resterà unito?
- Fratelli d’Italia non sarà mai al governo con sinistra e M5S. Abbiamo dato la nostra parola e la manterremo. Non ci sarà una spaccatura con i nostri alleati di centrodestra che hanno scelto la via del governo. Noi abbiamo annunciato un’opposizione patriottica, nell’interesse della Nazione: questo è quello che stiamo facendo presentando proposte puntuali e concrete. Un’azione che portiamo avanti puntando sul programma del centrodestra, difendendo la democrazia parlamentare.
Noi non siamo in Aula per cavalcare il malcontento, facendo calcoli elettorali, ma per dare voce e risposte agli italiani. La coalizione resterà unita sui valori e su progetti condivisi, per il bene dell’Italia.
— I ristori erogati finora alle categorie in difficoltà sono stati sufficienti?
— Nella prima fase della pandemia le imprese hanno registrato perdite di fatturato per oltre 400 miliardi di euro e hanno avuto come ristori poche decine di miliardi. Nel decreto Sostegni gli indennizzi vanno dall’1,7 al 5 per cento delle perdite.
Bastano queste cifre per dimostrare che le risorse destinate alle aziende sono state insufficienti, nonostante l’enorme mole di extradeficit autorizzato dal Parlamento è finito in provvedimenti inutili come cashback, monopattini, banchi a rotelle e reddito di cittadinanza.
— Green pass italiano e isole Covid-free, cosa ne pensate del piano del governo per rilanciare il turismo?
— C’è ancora troppa confusione su documenti che permettono di spostarsi. Tutti i cittadini, lo prevede la Costituzione, hanno il diritto di muoversi liberamente. Il turismo, come l’economia in generale, si rilancia con una campagna vaccinale realmente efficiente, con l’abolizione immediata del coprifuoco, riaprendo subito anche gli spazi interni dei locali che rispettano i protocolli anti-Covid, con sostegni economici a copertura dei costi fissi.
— A proposito, l'esecutivo sta facendo abbastanza nella partita con Bruxelles sul dossier Alitalia?
Alitalia è un patrimonio da non disperdere. Ha garantito la connettività della nazione in piena pandemia, volando con 10 passeggeri per non interrompere un servizio essenziale e riportare a casa connazionali rimasti all'estero. È l'unica compagnia abilitata al trasporto di organi per i trapianti, radiofarmaci e passeggeri in barella.
La presenza dello Stato è determinante per la difesa di un interesse pubblico strategico in un Paese che vive di turismo, cultura, enogastronomia, manifattura e la promozione del Made in Italy. Chiediamo al governo di fare il possibile per garantire i posti di lavoro e assicurare all’Italia una compagnia aerea competitiva sul mercato internazionale.
— Tra i temi caldi c'è anche la partita per i vertici del Copasir, perché è ancora irrisolta?
— La vicenda del Copasir è surreale. La legge prevede che la presidenza vada all’opposizione. Tutti i partiti si dicono favorevoli, alcune forze politiche avanzano l’ipotesi di dimissioni dei membri ma a lasciare la poltrona sono stati solo il collega di FI, Elio Vito, e Adolfo Urso di FdI. Il Quirinale dice di non poter intervenire sulla vicenda, Fico e Casellati dimenticano i loro poteri. Tutto questo nonostante tanti costituzionalisti abbiano rimarcato la necessità di un cambio alla guida di questo organismo controllo.
— Negli ultimi giorni il caso Fedez-Rai ha monopolizzato il dibattito politico, cosa pensa del ddl Zan?
— È un provvedimento ideologico, che non c'entra niente con la lotta alle discriminazioni. È una legge che punta a vietare di esprimere opinioni. Se qualcuno incita all’odio va punito in base alle leggi che già ci sono.
— Ad ottobre si voterà a Roma, diversi i nomi che circolano per il centrodestra, è verosimile una candidatura di Giorgia Meloni?
— Giorgia Meloni ha più volte sottolineato i suoi ruoli di presidente di FdI e dell’Ecr. Mi sento di escludere una sua candidatura come sindaco di Roma. Sulle amministrative il centrodestra si confronterà scegliendo i candidati sulla base di progetti comuni per rilanciare tante città importanti dopo gli anni bui di sinistra e Cinquestelle.
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