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Caso Cucchi, due carabinieri condannati a 13 anni per il pestaggio

Un carabiniere  - Sputnik Italia, 1920, 07.05.2021
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Condannati anche in appello i carabinieri che pestarono Stefano Cucchi nel 2009. Il giudice ha aumentato loro le pene di un anno. Confermato il reato di falso agli altri carabinieri coinvolti.
Giunge a un punto di svolta il caso di Stefano Cucchi, due carabinieri sono stati condannati a 13 anni con l’accusa di omicidio preterintenzionale in relazione al pestaggio del ragazzo, arrestato la sera del 15 ottobre 2009 perché trovato in possesso di droga.
Questo è il processo di appello e con queste sentenze, viene confermato l’impianto accusatorio per i carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro accusati del pestaggio, a cui è stata aumentata la pena da 12 a 13 anni rispetto al primo grado.
Riconosciuti colpevoli anche il maresciallo Roberto Mandolini (4 anni di carcere) e il carabiniere Francesco Tedesco (2 anni e 6 mesi di carcere), per il reato di falso. Hanno compilato un falso verbale di arresto per occultare le prove del pestaggio avvenuto nella caserma dei carabinieri della compagnia di Casilina.

La verità processuale, parziale

Ci sono voluti 12 anni e molti processi per giungere a questa verità processuale. Il primo processo aveva portato a un nulla di fatto perché si era concentrato sulle colpe dei medici che non avevano adeguatamente assistito Cucchi in carcere dopo il pestaggio. Finito con l’assoluzione per tutti gli indagati.
Poi il crollo del muro di omertà e di depistaggi negli ambienti dell’Arma dei Carabinieri che ha consentito di giungere alla verità. Stefano Cucchi, arrestato per fatti di droga di cui era dipendente, fu picchiato nella caserma e in conseguenza a quel pestaggio morì in carcere.
Non è mai stato appurato, però, se vi fossero state le condizioni per salvarlo, dal momento che Stefano giunse in carcere ancora vivo e tale restò anche quando fu trasferito nell’infermeria del carcere.

Reazione di Ilaria Cucchi

"Il mio pensiero va a Stefano e ai miei genitori che oggi non sono qui in aula. E' il caro prezzo che hanno pagato in questi anni. La giustizia funziona con magistrati seri, capaci e onesti. Non servono riforme", ha commentato la notizia Ilaria Cucchi, citata da Tgcom24.
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