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Brevetti vaccini Covid, secondo ex capo EMA non la vera soluzione al problema

© Sputnik . Grigoriy Sysoev / Vai alla galleria fotograficaLa linea di produzione del vaccino russo EpiVacCorona
La linea di produzione del vaccino russo EpiVacCorona - Sputnik Italia, 1920, 07.05.2021
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Davvero l'accesso gratuito ai brevetti dei vaccini contro il coronavirus sono la soluzione al problema per i paesi più poveri? L'ex presidente dell'EMA entra nel dettaglio e spiega perché no.
Sospendere i brevetti potrebbe non essere la soluzione al problema della carenza dei vaccini nei paesi poco sviluppati e con scarse competenze tecnologiche. A spiegarlo chiaro e tondo è l’ex direttore dell’EMA, l’italiano Guido Rasi intervistato dal quotidiano La Repubblica.
Ammesso che le royalties sui brevetti vengano liberalizzate, resterebbe il problema di dover creare degli impianti per la produzione dei vaccini contro il coronavirus nei Paesi poveri.
“Per realizzare un impianto servono varie decine di milioni, intorno a 50 milioni di euro”, spiega Rasi, di conseguenza “uno stato o un imprenditore devono essere disposti a investire una cifra ingente per ottenere le prime dosi solo parecchi mesi più tardi mentre in Italia abbiamo visto che, finora, queste condizioni non si sono verificate, e non a causa dei brevetti”. Qui il riferimento è all’iniziativa del ministro dello Sviluppo economico di area Lega, Giorgetti che tempo fa aveva convocato gli industriali della farmaceutica italiana per verificare le condizioni di un aumento della produttività presso stabilimenti italiani.
La domanda che Rasi pone è “se la loro sospensione sia la vera soluzione dei problemi”.
Joe Biden appena un paio di giorni fa ha annunciato pubblicamente l’intenzione della sua amministrazione di liberalizzare i vaccini sviluppati in risposta al Sars-CoV-2, a ruota Ursula von der Leyen dall’Europa ha sostenuto l’iniziativa affermando che gli stati membri dell’UE ne parleranno nel prossimo incontro informale, al quale però non parteciperà la cancelliera Angela Merkel.

Le materie prime

Il problema è anche il reperimento delle materie prime: i paesi in via di sviluppo che trovassero i soldi per realizzarsi un impianto (ma in quanti mesi?), dovrebbero poi approvvigionarsi delle materie prime e trovare personale con le competenze per avviare e gestire un impianto del genere.
“Non vorrei però che innamorandoci di questa formula, dimenticassimo problemi altrettanto importanti”, tra cui: “far arrivare le materie prime, trovare i soldi per gli impianti, trasferire il know how, distribuire le fiale superando il problema del freddo e trovare abbastanza vaccinatori per le campagne di massa”.
Il Ceo di Pfizer ha bollato la mossa come una strategia politica priva di reale fondamento e concretezza, vuota.
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