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Stellantis, l'altolà del governo: "Rispetti gli impegni su occupazione e delocalizzazione"

© AFP 2021 / Tiziana Fabi Giancarlo Giorgetti, nuovo Ministro dello Sviluppo Economico
 Giancarlo Giorgetti, nuovo Ministro dello Sviluppo Economico - Sputnik Italia, 1920, 06.05.2021
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Il ministro dello Sviluppo Economico alla Camera su Stellantis: "Il gruppo rispetti gli impegni assunti da Fca su mantenimento dei livelli occupazionali e delocalizzazione".
Stellantis deve mantenere gli impegni con lo Stato italiano, non ultimo quello di “non delocalizzare la produzione di modelli e veicoli”. A dirlo oggi in audizione alla Camera è il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti. Il timore, che viene da più parti, è che l’alleanza tra Fca e Psa penda sempre di più dall’altra parte delle Alpi, e che questo possa comportare problemi per gli stabilimenti italiani.
Anche con un occhio alla partecipazione per il 6,2 per cento dello Stato francese nella holding, Giorgetti ha ricordato che il prestito statale da 6,3 miliardi incassato da Fca prima della fusione è subordinato al rispetto di determinate condizioni.
Tra queste c’è il “mantenimento dei livelli occupazionali”, l’impegno a non delocalizzare le produzioni all’estero e il “raggiungimento della piena occupazione entro il 2023″ senza ricorrere ad ammortizzatori sociali.
Impegni che, sottolinea il ministro, citato dal Fatto Quotidiano, “restano in vigore anche a seguito della fusione di Fca con il gruppo automobilistico francese Psa”.
Nei mesi scorsi, infatti, il Ceo Carlos Tavares, ex ad di Psa, aveva parlato di contrarre i costi degli stabilimenti italiani pur senza intervenire sull’organico.
Carlos Tavares del gruppo PSA e Mike Manley di FCA - Sputnik Italia, 1920, 13.03.2021
Stellantis parla sempre più francese: al via i primi tagli negli stabilimenti italiani
Finora è stato deciso di tagliare i servizi esterni come pulizie e mensa partendo dagli stabilimenti di Melfi, dove si producono 500X e Jeep Renegade, e Sevel. Già all’epoca dell’annuncio gli addetti ai lavori facevano notare come non si trattasse di un dettaglio trascurabile, visto che la pulizia è essenziale per permettere ai veicoli automatici che trasportano i prodotti all’interno degli stabilimenti di muoversi.
Nella fabbrica in Basilicata, scrive ancora il Fatto, ora si paga anche la carenza di semiconduttori. I sindacati, come la Fiom-Cgil avevano chiesto al governo di intervenire per “fare chiarezza sugli impatti dei cambiamenti in atto negli stabilimenti, a partire dal sito di Melfi, e avviare la discussione sul piano industriale e occupazionale”.
Secondo i rappresentanti della Cgil, infatti, i buoni risultati ottenuti dal gruppo, che nel primo trimestre del 2021 ha fatto registrare un aumento delle vendite dell’11 per cento, sono riconducibili ai marchi francesi, mentre per i lavoratori italiani “c’è stato l’aumento della cassa integrazione”.
Parlano francese, infine, anche gli oltre 30 dei 120 top manager arruolati dalla holding nella nuova squadra acquisti & supply chain. Quelli italiani, invece, come riferisce il Corriere della Sera, sono soltanto una dozzina.
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